Carburanti con pagamenti tracciati ma senza fattura elettronica

Stefano Failla •

I distributori non sono ancora pronti …

Abbiamo fatto il conto alla rovescia in attesa di sperimentare su larga scala, ma in un solo settore, quello dei carburanti, l’applicazione delle norme sulla fatturazione elettronica tra privati. Ma l’attesa è stata vana, perché i gestori degli impianti di distribuzione stradale hanno minacciato uno sciopero generale se non fossero stati ascoltati dal governo.

In un comunicato stampa del 20 giugno scorso le associazioni di categoria dei benzinai hanno denunciato il fatto che “risultano indisponibili gli strumenti tecnologici previsti dalla normativa (app, software per PC) che l’Amministrazione avrebbe dovuto mettere a disposizione, allo scopo di rendere tecnicamente possibile l’emissione della fattura elettronica ai milioni di soggetti aventi potenzialmente diritto, per una categoria costituita da 21.000 microimprese che operano letteralmente sulla strada, per lo più senza attrezzature informatiche, né luoghi idonei dove accoglierle”. Prosegue il comunicato affermando molto chiaramente che “in tali condizioni oggettive l’impatto del 1° luglio non potrà che essere devastante non solo per la categoria, ma anche per i milioni titolari di partita IVA, nonché, con ogni probabilità, per l’intero “sistema” e per l’Amministrazione stessa”.

… e il Governo accoglie le richieste di proroga.

Il Governo si è dimostrato sensibile alle richieste di proroga della categoria dei benzinai ed ha provveduto con un intervento d’urgenza a spostare la scadenza della fattura elettronica.

La decisione politica è stata tradotta nel Decreto Legge n. 79 del 28 giugno 2018, pubblicato lo stesso giorno in Gazzetta Ufficiale ed immediatamente esecutivo, in cui all’art. 1) si legge che:

Ma niente proroga per i pagamenti tracciati.

spese carburante tracciate

Attenzione al fatto che solo la fattura elettronica è stata prorogata a fine anno, mentre non c’è stata nessuna proroga delle norme sull’obbligo di utilizzare strumenti di pagamento tracciati.

Quindi tutti i titolari di partita IVA che vogliono continuare a dedurre quanto possibile del costo e detrarre quanto possibile dell’IVA sui carburanti, devono ricordare che da domenica 1° luglio 2018 non devono assolutamente usare il contante.

Il pagamento del carburante deve essere fatto, lo ricordiamo, con carte di credito, debito o prepagate intestate preferibilmente all’azienda.

Nel caso di esborso del dipendente, questi dovrà fornire la prova di avere pagato con mezzi tracciabili (ad esempio consegnando in azienda lo scontrino del POS) e dovrà compilare una nota spese con cui chiedere a rimborso le spese sostenute per conto dell’azienda, che a sua volta dovrà obbligatoriamente pagare la nota spese con bonifico (o altro mezzi tracciato) per configurare la concatenazione di pagamenti tracciati richiesti dalla normativa.

Se seguiamo la procedura più semplice di acquisto del carburante con una carta prepagata aziendale, vale la pena ricordare che non c’è obbligo di tenuta della scheda carburante se tutti gli acquisti (di tutta l’azienda, ndr) sono effettuati, dice la norma, con “carta di credito, di debito o prepagata”.

Poiché sia il comma 922 che il comma 923 della Legge di Bilancio 2018 si applicano, dice il recente DL 79/2018, a partire dal 1° 2018, alla luce dei chiarimenti indicati dalla circolare Agenzia delle Entrate n. 8/E del 30 aprile 2018, si deve ritenere superato il riferimento agli “operatori finanziari soggetti all’obbligo di comunicazione previsto dall’art. 7, sesto comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 605” e pertanto le carte di pagamento utilizzabili sono quelle emesse da tutti gli operatori finanziari senza distinzione.