Gestione Spese

Il conto di moneta elettronica: sicurezza e flessibilità nella gestione di incassi e pagamenti

20 Maggio 2022   |   13 min

di Roberto Garavaglia,  Innovative Payments Strategy Advisor

La moneta elettronica è uno dei mezzi di pagamento più diffusi nel territorio dell’Unione europea. Le proprie caratteristiche distintive la rendono uno strumento particolarmente efficace per la gestione di incassi e pagamenti tracciabili, mitigando notevolmente i rischi operativi e finanziari di ciascun attore della filiera: pagatore, beneficiario, intermediario.

Diversa dalla moneta scritturale (ovvero la moneta fiduciaria delle banche), la moneta elettronica in Europa ha una storia più che ventennale. Introdotta nel 2000 tramite una direttiva comunitaria, successivamente rivista nel 2009, è tutt’oggi in vigore, contribuendo attivamente al processo di digitalizzazione dell’economia.

In questo articolo analizziamo le principali specificità della moneta elettronica, chiarendo il significato di molti termini che, sebbene comuni, possono apparire talora fuorvianti o financo eccessivi. L’obiettivo è offrire al lettore una sintesi esaustiva di ciò che questo strumento è in grado di offrire, nel rispetto di una sicurezza e flessibilità alquanto notevoli, in particolare declinandone gli impieghi a supporto della gestione automatica ed efficiente delle spese aziendali.

Cos’è un conto di moneta elettronica

La definizione corretta di moneta elettronica rinviene nella direttiva comunitaria 2009/110/EC che ne prevede una definizione intesa come il valore monetario immagazzinato elettronicamente o magneticamente, rappresentato da un credito nei confronti dell’emittente, emesso a fronte del ricevimento di fondi per effettuare Operazioni di Pagamento e accettato da persone fisiche o giuridiche diverse dall’emittente.
L’indipendenza dal supporto fisico rende  tecnologicamente neutrale la definizione stessa, attribuendo con ciò agli strumenti di pagamento in moneta elettronica il più ampio significato di strumenti prepagati. Nel dettaglio, questi possono inscriversi in due ampie categorie, il cui impiego è noto a chiunque utilizzi mezzi di pagamento tracciabili alternativi al contante:

Più semplicemente, è possibile dire che ciascuno di questi strumenti sostanzia un conto di moneta elettronica, i cui valori monetari sono gestititi e custoditi in sicurezza, nonché garantiti, in conformità alle regole di vigilanza che gli emettitori di moneta elettronica sono obbligati a rispettare.

Le transazioni con strumenti di moneta elettronica

Le transazioni con gli strumenti più sopra elencati, permettono di eseguire qualsiasi Operazione di Pagamento a valere su conti di moneta elettronica tra quelle previste dalla PSD2 (la direttiva sui servizi di pagamento nell’Unione Europea), fra cui vale ricordare:

  • Incassi e Pagamenti tra conti di moneta elettronica;
  • Pagamenti con carte prepagate e digital wallet;
  • Ricarica di strumenti prepagati (carta o wallet);
  • Rimborsi in moneta elettronica.

Per quanto attiene alla prima tipologia di operazioni è utile rimarcare che, sotto il profilo transazionale, incassi e pagamenti avvengono aggiornando in tempo reale i saldi dei conti in moneta elettronica del pagatore e del beneficiario, ossia effettuando compensazione e regolamento all’interno dello stesso circuito di moneta elettronica gestito dall’emittente, nel medesimo istante.
Laddove, tuttavia, si volessero effettuare bonifici fra conti di moneta elettronica gestiti da emittenti diversi, o tra conti di moneta elettronica e conti corrente, i tempi di esecuzione sono quelli definiti dalla SEPA (l’area unica dei pagamenti in euro) per i bonifici appartenenti allo schema SCT (SEPA Credit Transfer).

Per quanto attiene i pagamenti con carte prepagate e digital wallet, l’operazione viene disposta con uno strumento di pagamento emesso su un circuito internazionale come MasterCard o Visa, consentendo l’accettazione presso qualsiasi esercizio commerciale, a patto che vi sia un saldo sufficiente.

Nei sistemi di gestione che lo consentono, è altresì possibile prevedere una preselezione di esercizi commerciali, basata sull’individuazione e il riconoscimento di categorie merceologiche di appartenenza, che permette di inibire l’autorizzazione al pagamento, anche se vi sia disponibilità a saldo.

Le operazioni di ricarica, infine, sono destinate a sussidiare il conto di moneta elettronica al fine di determinarne un saldo sempre positivo e sufficiente al compimento delle operazioni di pagamento. Tali transazioni possono essere eseguite tramite bonifico o mediante trasferimento di moneta elettronica da altri conti in moneta elettronica capienti nella misura necessaria. Sotto il profilo normativo, le operazioni di ricarica configurano emissione di moneta elettronica, con conseguente generazione del credito nei confronti dell’emittente, mentre il loro contrario determinano un rimborso di moneta elettronica.

Chi può gestire la moneta elettronica

Chi può emettere e gestire moneta elettronica sono gli EMI (Electronic Money Issuer) o, in italiano, IMEL (Istituto di Moneta Elettronica), entità giuridiche vigilate ai sensi della già menzionata direttiva 2009/110/EC che, per poter operare nel territorio dell’Unione, devono chiedere e ottenere autorizzazione presso l’Autorità competente dello Stato membro.

L’esercizio operativo degli IMEL è vigilato dalla stessa Autorità, secondo una disciplina attuativa della direttiva europea e in ordine a disposizione di rango secondario emesse dalla medesima Autorità.

L’attività degli IMEL ha passaporto comunitario; ciò significa che, a fronte dell’autorizzazione ottenuta in uno Stato membro, l’esercizio in operativo può essere prestato in qualsiasi altra nazione dell’Unione, costituendo una stabile organizzazione o tramite agenti, oppure ancora, operando in regime di libera prestazione di servizi.

In ogni circostanza, presso lo stato destinatario dei servizi (ovvero diverso da quello d’origine), l’istituto deve prevedere un punto di contatto (cosiddetto “Punto di Contatto Centrale”), con il quale le Autorità competenti degli stati ospitanti possono interagire.

Gli IMEL, oltre a emettere moneta elettronica, possono prestare tutti i servizi di pagamento definiti dalla PSD2, tra cui la gestione di bonifici, l’emissione di strumenti di pagamento, l’accettazione di transazioni di incasso ed esercitare attività di abilitazione tecnologica (per esempio di tipo strumentale).

L’autorizzazione all’emissione di moneta elettronica obbliga gli IMEL al rispetto di un regime di vigilanza prudenziale. A titolo esemplificativo e non esaustivo, gli IMEL devono possedere un capitale iniziale non inferiore a 350.000 euro e un capitale circolante direttamente proporzionale alla moneta elettronica emessa, ovvero in circolo. Pertanto, gli utenti che fruiscono dei servizi offerti da tali intermediari, sono tutelati sotto il profilo:

  • della tenuta dei fondi;
  • della separazione contabile dei medesimi;
  • del rispetto delle regole di corretta informativa contrattuale e precontrattuale;
  • degli obblighi di antiriciclaggio e contrasto al finanziamento del terrorismo.

Nell’esercizio in ottemperanza alle regole di passaporto europeo previste dalla PSD2, quando un IMEL opera al di fuori dello Stato membro di origine (ovvero quello presso cui l’Autorità competente ha rilasciato l’autorizzazione), si obbliga al rispetto di alcune regole vigenti nelle giurisdizioni degli Stati ospitanti; fra di esse vale rimarcare gli obblighi in ossequio alle regole di KYC (Know Your Customer) e, nei casi in cui i clienti siano aziende, anche di KYB (Know Your Business). Tali obblighi, impongono — fra gli altri —, la corretta gestione dei processi di adeguata verifica (identificazione e verifica del titolare effettivo).

La gestione delle spese aziendali con la moneta elettronica

La descrizione sin qui offerta di moneta elettronica e della prestazione di servizi correlati all’emissione della stessa, delinea in modo più che completo (nel rispetto dei limiti editoriali di questo contributo) alcuni ambiti applicativi nei quali le soluzioni basate su tali architetture sono vincenti.

In un contesto quale, ad esempio, la gestione delle spese di trasferta per i dipendenti di un’impresa, il conto di moneta elettronica e gli strumenti su di esso basati (fra cui le carte e i wallet), appaiono vincenti, laddove l’azienda voglia rendere disponibile ai propri collaboratori sistemi che agevolino la gestione delle spese finalizzate allo scopo (o agli scopi), nel rispetto delle policy interne.

La flessibilità con cui è possibile caricare i conti di moneta elettronica (ovvero dare provvista affinché possano abilitare la spesa dei dipendenti), unitamente alla rapidità e sicurezza, permettono alle soluzioni di expense business management che si basano su tali servizi di essere facilmente integrabili nei gestionali d’impresa, facilitando, oltre al rispetto delle già citate policy aziendali, la rendicontazione e la quadratura contabile.

In ultimo (ma non per rilevanza), l’emissione istantanea di moneta elettronica a supporto di carte fisiche e, soprattutto, dematerializzate, nonché la possibilità di implementazione all’interno di digital wallet, permettono una straordinaria flessibilità d’uso, nel rispetto della sicurezza richiesta dalla PSD2 (autenticazione forte, crittografia, gestione delle frodi, …). In qualsiasi contesto operativo, infatti, azienda, dipendente ed esercizio commerciale, sono in grado di prevedere, tracciare e accettare qualsiasi flusso di spesa (ovvero incasso), con positiva ricaduta sui processi di tesoreria digitale.

Bibliografia

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