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Vecchie e nuove banche: una battaglia per la sopravvivenza

Soldo Team 2 anni ago
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In tutto il mondo, dal Regno Unito agli Stati Uniti alla Cina, stanno nascendo come funghi aziende che offrono servizi finanziari utilizzando l’information technology ma che non sono propriamente delle banche. Le ‘nuove banche’, o fintech, sono senza filiali e offrono servizi finanziari semplici e alla portata di tutti usando il web e app evolute per la gestione del denaro. Gli utenti, con un semplice clic dal proprio smartphone, possono scegliere il mutuo, sottoscrivere un’assicurazione, pagare una bolletta, richiedere un prestito o fare un bonifico bancario.

Come funzionano le nuove banche

Le nuove banche si differenziano da quelle tradizionali grazie all’offerta di strumenti d’investimento online, notifiche istantanee delle spese e più efficaci sistemi antifrode.

Una rivoluzione destinata a cambiare radicalmente le nostre abitudini. Ampliando l’accesso a un’infinità di servizi, un tempo riserva esclusiva delle grandi banche, la nuova finanza digitale regala a ognuno di noi il controllo totale e in real time delle nostre finanze liberandoci da lacci e lacciuoli (e commissioni) che solo pochi anni fa parevano inamovibili.

Perché sono nate le fintech

Il boom del mobile-banking è il risultato di regole che sono state modificate dopo la crisi economica del 2008 quando i grandi istituti di credito hanno rischiato il collasso. I legislatori si sono mossi per creare un mercato più libero e competitivo e oggi in molti Paesi europei ottenere una licenza per aprire una banca è assai più semplice rispetto a dieci anni fa. In assenza di una legislazione specifica, l’industria dell’information technology ha riempito il gap del mercato. Usando programmi innovativi e tecnologie peer-to-peer queste nuove società sono state in grado di replicare i servizi offerti dalle banche, anche quelli più complessi e sofisticati.

Regno Unito, epicentro per le fintech europee

Per quanto riguarda il Regno Unito, all’avanguardia in questo settore, si tratta, a oggi, di quattro realtà Monzo, Atom Bank, Starling Bank e Tandem Bank che promettono di portare una ventata di aria fresca nel mondo chiuso e stantio degli istituti di credito tradizionali.

A oggi però non si può dire che abbiano fatto breccia sul mercato: Atom, che ha iniziato ad aprile 2016, conta 1800 clienti mentre Monzo ha distribuito 35mila carte prepagate. Piccoli numeri per un Paese in cui esistono 70 milioni di conti correnti! E cosa accadrà dopo la Brexit? Bisognerà aspettare i prossimi mesi per scoprirlo.

Soldo e Hype: gli strumenti italiani per l’amministrazione dei risparmi personali

Quello che offrono oggi le nuove banche sono un’incredibile varietà di servizi finanziari gestibili in modo intuitivo. L’Osservatorio Digital Innovation del Politecnico di Milano (Soldo ha attivato una convenzione con il Politecnico che offre vantaggi esclusivi agli studenti, tutte le info su: http://www.polimi.it/it/studenti/agevolazioni-economiche/prodotti-e-servizi-a-condizioni-speciali/carta-prepagata-soldo/) ha evidenziato che nel 2015 gli acquisti via smartphone in Italia sono arrivati a 1,8 miliardi di euro e raddoppieranno entro il 2018. Un modo di operare cui siamo sempre più abituati e che i Millennials, avvezzi alle performance di Google, Amazon e Facebook, considerano come l’unico modo possibile.

In Italia le start up legate al mondo fintech stanno avendo un incredibile successo, basti pensare a Mutuionline, Segugio.it e Satispay, solo per citarne alcune.

Una delle aree più popolari nell’ultimo anno è quella che riguarda l’amministrazione dei risparmi personali. Il conto spese Soldo ne è un esempio lampante. Soldo, pur non essendo una banca, semplicemente collegando la relativa app a un conto corrente esistente – o alimentando il wallet attraverso versamenti nei punti SisalPay – consente un controllo continuo e semplice del proprio portafoglio elettronico. Soldo permette, per esempio, di avere più carte prepagate (circuito MasterCard®) per utenti multipli (tutta la famiglia se occorre), di stabilire dei tetti di spesa, di attivare o disattivare le carte in qualsiasi momento con un semplice clic, di verificare in real time gli acquisti dei diversi account/utenti, il tutto con pochi comandi dal proprio smartphone. In più Soldo, oltre a offrire questa gestione ‘personal’, ne prevede una ‘business’ per piccole e medie imprese.

Anche Banca Sella ha da poco messo sul mercato Hype, la versione new economy e smart alla propria offerta più classica (una specie di concorrenza interna se così si può dire). Come recita il payoff: Hype è ‘la banca come dovrebbe essere: semplice, smart, senza costi!’ Si tratta di una app cui è collegata un’unica carta prepagata che permette di gestire in maniera nuova e intuitiva il proprio portafoglio. Cosi si può inviare o ricevere denaro da o verso tutti i propri contatti peer to peer (a costo zero) in real time

Tutte le due app hanno funzionalità che l’utente di un “normale” conto corrente può solo sognarsi:   in caso di imprevisto si può mettere in pausa la carta con un semplice tap. Anche il controllo delle proprie ‘uscite’ si fa più semplice perché le spese sono divise per categorie: viaggi, vestiario, spese mediche e così via arricchite di tutti i dettagli (negozio, giorno, orario, valuta, ecc) che normalmente non si ricevono.

Come rispondono le banche tradizionali?

Mentre le fintech fanno a gara ad accaparrarsi il mercato, i grandi istituti di credito investono miliardi per aggiornare i propri sistemi software e attivare le applicazioni sui device mobili. Lloyds, che sostiene di essere la più grande banca online del Regno Unito con 7,3 milioni di utenti mobili, investe un miliardo l’anno in nuove tecnologie mentre RBS afferma che la filiale più attiva è quella dei pendolari del mattino che controllano dallo smartphone i propri conti corrente stando seduti sui treni che li portano al lavoro.

Le grandi banche finiranno con il copiare o riprodurre al loro interno quello che le fintech stanno facendo con le applicazioni per la gestione del denaro da device mobili – sostiene Gary Greenwood, analista a Shore Capital Group Ltd., – non c’è motivo che le grandi banche spendano miliari in strategia digitale e non possano invece investire 100 milioni per replicare questo tipo di servizio.

Secondo molti esperti però il problema è un altro: sono proprio i sistemi software su cui si basano i grandi istituti di credito tradizionali a essere desueti e poco flessibili, insomma vecchi dinosauri in via di estinzione.

Una guerra a base di prodotti

Le nuove banche cercano di differenziarsi offrendo prodotti e servizi ad hoc per la propria clientela. Così ci sono quelle che studiano conti correnti su misura per i Millennials, quelle che offrono conti a costi zero, quelle che prestano soldi a interessi vantaggiosi, quelle che studiano mutui su misura, mentre alcune aiutano addirittura i propri clienti a individuare i servizi di gas e luce più vantaggiosi.

Molte nuove banche saranno acquisite dai grandi istituti di credito tradizionali” sostiene Warren Mead, dell’ azienda londinese KPMG LLP.

Chi vivrà vedrà, una cosa è certa tutti ormai devono fare i conti con le nuove fintech.

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