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Come fare rifornimento quando non si potrà più usare la scheda carburante

Stefano Failla 8 mesi ago
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Oggi, 2 luglio 2018, appuntamento dal benzinaio

Lunedì mattina di un bella giornata estiva, esco di casa con la mia auto aziendale per andare fuori Milano da un cliente. L’appuntamento è alle 10:00. Non c’è fretta. Ho tempo di fare il pieno di gasolio al solito distributore.

Al mio arrivo dal benzinaio vedo che ci sono auto in sosta ad ogni colonnina. Spengo il motore e aspetto mentre leggo le prime email della giornata. L’attesa si fa un po’ lunga ma alla fine arriva il mio turno. Avanzo e mi fermo nell’area self service per fare rifornimento e pagare poi in cassa… quando mi viene incontro il benzinaio per chiedermi se mi serve la fattura.

“No – dico io – mi basta timbro e firma sulla scheda carburanti come abbiamo sempre fatto …”

Ma proprio mentre lo dico mi ricordo improvvisamente che la vecchia scheda cartacea non si può più usare. In azienda il nostro responsabile amministrativo ne aveva parlato nell’ultima riunione e, ora che ci penso, ho ricevuto anche una circolare interna assieme ad una carta prepagata da usare solo per i rifornimenti di carburante.

Allora mi correggo e confermo al benzinaio che mi serve la fattura.

“Bene, risponde il benzinaio, faccia pure rifornimento e poi venga alla cassa ma la avviso che se non ha tutti i dati necessari non potrò procedere con l’emissione della fattura. E si ricordi che serve la PEC o uno speciale codice a 7 cifre della sua azienda per inviare il documento…”

Va bene che si tratta di una novità, penso, ma quante raccomandazioni… si tratta pur sempre di una semplice fattura!

Rifornimento effettuato, passaggio alla cassa

“Pago 80 euro”, dico al benzinaio alla cassa dopo avere effettuato il rifornimento. E porgo la nuova carta prepagata che mi hanno dato in azienda con la raccomandazione di usarla solo per i riferimenti della mia auto. A dire il vero è stata più di una raccomandazione, perché la scorsa settimana volevo usarla per pagare un pranzo al ristorante ma continuava a dare messaggi di errore (qualcosa del tipo carta non abilitata). Quando ho chiamato in azienda, il ragioniere mi ha confessato che si tratta di una carta prepagata molto tecnologica che può essere comandata a distanza e che per ora, come mi aveva detto, è stata impostata per pagare solo il carburante.

Infatti la mia carta funziona perfettamente con il POS del benzinaio. E quando la transazione è andata a buon fine mi arriva subito la notifica sul cellulare. Clicco sulla notifica e si apre l’app della carta di prepagata che mi chiede di indicare la targa dell’auto e il chilometraggio. Eseguo e salvo. Sembra tutto a posto.

scheda carburante fattura elettronica

Nel frattempo il benzinaio mi sta chiedendo la partita IVA aziendale. Gli porgo un biglietto da visita dove fortunatamente c’è l’informazione che gli serve assieme a tutti gli altri dati per la fattura. Dopo avere digitato a computer la ragione sociale, l’indirizzo completo e la partita IVA ecco la domanda che temevo…

Il benzinaio vuole conoscere la PEC della mia azienda oppure un codice speciale a 7 cifre. Ma sinceramente non li ricordo e quindi, un po’ spazientito, il benzinaio accede ad internet dal suo computer e visita il sito www.inipec.gov.it per trovare la PEC ufficiale della mia azienda.

Completata la ricerca (e dire che si era raccomandato di avere tutti i dati a disposizione…) conclude la registrazione della fattura e mi conferma che è la procedura è andata a buon fine.

Bene, dico io. E attendo la fattura …

“Ma quale fattura ? Lei non ha capito, replica il benzinaio, queste sono fatture elettroniche. Non si possono certo stampare. Riceverà la fattura in azienda direttamente dallo Stato. Non si preoccupi e vada pure che si sta formando una discreta coda alla pompa di benzina.”

A quel punto non mi resta che abbozzare e andarmene. Prendo la macchina e inserisco subito il vivavoce per chiamare il ragioniere in azienda e raccontare l’accaduto. Voglio proprio capire se è giusto avere pagato il pieno ma non avere la fattura. Come faccio ad essere sicuro che il benzinaio l’ha effettivamente emessa ?

Al nostro ragioniere chiedo quindi di scaricare la posta elettronica, ma non quella normale, quella ufficiale dell’azienda, la PEC, per vedere se abbiamo ricevuto la fattura.

Ma nella casella PEC non c’è traccia di alcuna nuova mail del benzinaio. Che poi non dovrebbe nemmeno essere una sua email. Perché mi sembra di avere capito che è lo Stato che manderà la fattura. Mah… staremo a vedere.

Il ragioniere però non sembra sorpreso e mi spiega che è l’Agenzia delle Entrate che deve spedire la fattura con la firma digitale del benzinaio o di un intermediario che ha firmato per suo conto. Ci vorranno un paio di giorni per ricevere il documento. E comunque dalla PEC non si potrà capire subito qual è la fattura relativa al mio rifornimento. Tutte le fatture ricevute dovranno essere scaricate e poi importate nel nostro sistema contabile, che è stato da poco aggiornato per potere leggere questi nuovi documenti elettronici.

A meno che non si vogliano aprire in visualizzazione le fatture ricevute una per una, con uno speciale software (fortunatamente gratuito), è meglio aspettare di averle in contabilità come documenti provvisori per capire a cosa si riferiscono.

Solo in quel momento la collega della contabilità fornitori potrà capire di cosa si tratta, anche se non potrà dire esattamente quel rifornimento a quale autovettura si riferisce e quindi non sarà in grado di stabilire subito la percentuale di IVA detraibile.

Ma per fortuna abbiamo usato la nostra nuova carta prepagata, che crea subito un estratto conto in cui c’è scritto chiaramente la targa dell’autoveicolo. Sarà quindi sufficiente abbinare il pagamento alla fattura per avere tutte le informazioni che servono e registrare il credito IVA in modo corretto.

Prima dei saluti il ragioniere, con tono sconsolato, commenta: “Speriamo solo che questa mattina non siano stati molti i colleghi che hanno fatto rifornimento in un auto aziendale… perché la ricerca delle fatture da abbinare ai pagamenti potrebbe diventare cosa lunga!”

Sento il cellulare che suona. Ho un sussulto, lo prendo e compare la data di oggi. Non è il 2 luglio ma siamo ai primi di aprile… e io mi sono perso nei miei pensieri leggendo il recente provvedimento dell’Agenzia delle Entrate in tema di pagamenti del carburante. Sono un commercialista e stavo solo pensando forse un po’ troppo intensamente a come sarà la vita dopo il 1° luglio 2018. Ma di certo mi sto sbagliando ☺

 

Stefano Failla

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