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Webinar: la scheda carburante per i professionisti va in pensione

Redazione Soldo 2 settimane ago
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Una panoramica sulla nuova normativa che entrerà in vigore a partire da luglio 2018

Soldo, in collaborazione con Zucchetti, organizza il primo di una serie di appuntamenti che si susseguiranno nei prossimi mesi; lo scopo di questo ciclo di webinar è quello di aiutare le aziende e i professionisti ad affrontare nel modo migliore i temi legati al controllo e alla gestione delle spese.

Scendendo nel merito di questo incontro specifico, da luglio 2018 la scheda carburante per i professionisti va in pensione. Di conseguenza non sarà più possibile per le aziende e le Partita IVA, dedurre il costo relativo alle spese di carburante, e detrarre l’IVA, se per il pagamento verrà utilizzato denaro contante.

Durante il webinar abbiamo approfondito gli effetti che avrà il decreto semplificazioni sulla tua azienda e analizzato le possibili soluzioni per affrontare il cambiamento nel modo migliore.

Gli argomenti trattati nel webinar sono:

  • La scheda carburante per i professionisti va in pensione
  • Sintesi normativa degli aspetti relativi all’obbligatorietà dell’uso di strumenti tracciabili per la deducibilità dei costi dal reddito in merito al carburante.
  • Pagamenti elettronici e gestione trasferte: scenari, costi e opportunità.

Relatori:

Stefano Failla Consulente Aziendale e Commercialista

Valentina Ubaldi – Product Manager ZTravel e ZCarFleet di Zucchetti

Giuseppe Di Marco – Italy Country Manager di Soldo

 

Trascrizione del webinar

Luca Scagliarini: Buongiorno, e ancora una volta grazie di essere intervenuti a questo primo webinar organizzato da Soldo, all’interno di una serie che partirà per tutti i prossimi mesi.

Oggi abbiamo degli ospiti che copriranno la presentazione dei prossimi 45 minuti.

Qui con me ci sono Luca Scagliarini del marketing di Soldo, abbiamo Il dottor Stefano Failla, commercialista e consulente sui problemi fiscali.

Abbiamo Valentina Ubaldi, product manager soluzioni e mobilità di Zucchetti.

Lascio la parola a Giuseppe di Marco che introdurrà gli argomenti di questa giornata.

Giuseppe di Marco: Buonasera a tutti e grazie per la presentazione di Luca. Le novità legislative iniziano a vedere sempre di più insieme quello che sta sviluppando lo stato come regole per quanto riguarda la fatturazione elettronica, e per la prima volta c’è una evidente combinazione con i pagamenti elettronici.

Quindi questa è la prima volta, che come da nuova regolamentazione e dal primo luglio, queste due cose vanno insieme per ottenere quello che normalmente era tenuto a commenti un po più antiquati, cioè poter detrarre il costo e l’iva del carburante.

Ora, stante la data ravvicinata, stante il fatto che comunque c’è un’anticipazione di quello che poi sarà il modo di ricevere e inviare le fatture elettroniche, perché ciò era previsto dal primo gennaio dell’anno prossimo, sul tema carburante ci sono tantissimi dubbi, anche perché in tanti speravano di avere più tempo perché si pensava che la data sarebbe stata procrastinata al primo gennaio prossimo.

Quindi oggi abbiamo invitato uno dei nostri collaboratori più esperti, in questo senso, che il dottor Failla che interverrà con un approfondimento sui temi normativi, dopodiché sarà la volta mia e della dottoressa Ubaldi per vedere poi nella pratica queste novità normative e come possono essere affrontate nel modo più opportuno.

Quindi lascio la parola a Stefano Failla.

Stefano Failla: Buongiorno a tutti. Grazie al dottor di Marco per la presentazione. Dunque a me l’onere di iniziare questo nostro incontro sul tema della normativa relativa ai pagamenti. Mio compito, salvo aspetti tecnici di questo tipo, è fare una sintesi normativa degli aspetti relativi a l’obbligatorietà dell’uso di strumenti tracciabili per la deducibilità dei costi dal reddito in merito al carburante.

Quindi per affrontare il tema della normativa devo necessariamente fare una introduzione che fa riferimento alla legge di bilancio 2018, cioè la legge che a fine dell’anno scorso ha introdotto l’obbligo di fatturazione elettronica tra privati a partire dal primo gennaio 2019.

Questi obblighi di fatturazione elettronica, sono stati elencati una serie di norme che vanno da alcuni commi, dal 909 al 928 e dell’unico articolo di questa legge.

All’interno della legge è stato detto che queste disposizioni si applicano con le fatture emesse dal primo luglio 2018, relative alle cessioni di benzina o di gasolio destinate ad essere utilizzate

come carburanti per motori.

Quindi il tema dei carburanti va ad innestarsi come un’eccezione, un’anticipazione, della norma sulla fatturazione elettronica tra privati che entrerà in vigore il prossimo anno.

All’interno della legge di bilancio, quindi, c’è stata l’abrogazione a partire dal primo luglio 2018 del DPR 444 97 che era quello istitutivo della scheda carburanti. Per cui dopo vent’anni di, tra virgolette, onorato servizio, la scheda carburante possiamo dire che è andata in pensione.

Nello stesso tempo è stato stabilito che il gestore dell’impianto di distribuzione dei carburanti è soggetto, dal primo luglio 2018, all’obbligo di emettere fattura elettronica per ogni rifornimento se gli viene chiesto del cliente, e che la fattura elettronica deve essere spedita ad un sistema di interscambio, che è un server dall’agenzia delle entrate, che la recapiterà poi al cliente.

Ora, in base a queste norme vediamo cosa cambia innanzitutto in tema di iva, e conseguentemente di fatturazione.

L’impianto della legge di bilancio ha modificato la legge IVA.

All’articolo 22 ha introdotto un ulteriore capoverso in cui si legge che gli acquisti di carburante per autotrazione effettuati presso gli impianti stradali da parte dei soggetti passivi dell’imposta sul valore aggiunto devono essere documentati con la fattura elettronica.

Come conseguenza, dunque, chi vuole detrarre l’iva sui carburanti, deve documentare l’acquisto con fattura elettronica.

In tema più specificamente di pagamenti, invece, vediamo cosa cambia con l’intervento di legge che ha modificato un altro articolo dell’iva.

L’articolo 19 bis1, che tratta di esclusione o la riduzione delle detrazioni iva, c’è stato detto che l’avvenuta effettuazione dell’operazione di acquisto del carburante deve essere provata dal pagamento mediante carta di credito, carte di debito, o carte prepagate, lasciando aperto uno spiraglio nell’ambito della legge, per altri mezzi ritenuti parimenti idonei individuati dal direttore dell’agenzia delle entrate.

Come conseguenza di questa particolare norma, dunque, possiamo dire che chi vuole detrarre l’iva sui carburanti deve pagare con strumenti tracciabili.

Nelle novità introdotte c’è un altro aspetto molto importante che non riguarda più l’iva, ma che riguarda i redditi. Quindi, cambiando un articolo del testo unico delle imposte sui redditi, è stato detto che le spese per carburante per autotrazione sono deducibili nella misura di cui al comma 1 significa al 20% per le auto aziendali non assegnate in uso promiscuo,70 per cento per le auto assegnate ai dipendenti piuttosto che all’80 % per gli agenti e rappresentanti.

Ma al di là della misura in cui i carburanti sono deducibili.

La norma ci dice che lo sono solo se queste spese sono state effettuate mediante carte di credito, carte di debito o prepagate. In questo articolo di legge il legislatore si è dimenticato di mettere il riferimento agli altri mezzi di pagamento come ha fatto in precedenza.

Questa imprecisione è stata poi sanata, come vedremo, dall’agenzia delle entrate.

In questo caso, dunque, altra conclusione che traiamo è che chi vuole dedurre il costo dei redditi, deve pagare con strumenti tracciabili.

Quindi, in sintesi, cosa ci è chiaro dalla legge di bilancio 2018, a parte alcune incongruenze, poi spiegate dall’agenzia delle entrate? Ci è chiaro no ai contanti, se paghi cash in carburante non puoi detrarre più l’IVA, né dedurre il costo, anche se hai la fattura.

No alla scheda carburanti: non esiste più, anche se vedremo che per gpl, metano cioè le piccole eccezioni, in realtà, sopravviverà per qualche mese.

Sì ai pagamenti tracciati. Si possono usare carte di credito, debito prepagate, bonifici, altri strumenti documentati.

Si alla fattura elettronica, che il gestore dell’impianto di distribuzione di carburante deve emettere verso l’agenzia delle entrate, con un meccanismo tipico della fatturazione elettronica, introdotta dalla legge, che ovviamente oggi possiamo analizzare più in dettaglio.

Quindi, questo è quello che ci ha detto la legge di bilancio.

Successivamente, il 4 aprile di quest’anno, il direttore dell’agenzia delle entrate ha emesso un provvedimento, inadempimento all’articolo 19 bis che abbiamo visto prima, ed ha affermato, con questo provvedimento, che si considerano idonei a provare l’effettuazione delle operazioni di acquisti del carburante, i mezzi di pagamento tradizionali, analogici, non so come li vogliamo chiamare, che sono costituiti dagli assegni, bancari e postali, circolari o meno, nonché i vaglia, cambiali postali.

Ora non vale nemmeno la pena sottolineare come sia un’ipotesi teorica, di scuola, perché credo che andare a pagare il rifornimento di carburante con un assegno circolare o un vaglia postale sia poco praticabile nella realtà di tutti i giorni.

Più interessante quello che ci dice il direttore dell’agenzia delle entrate quando indica idonei i mezzi elettronici previsti all’articolo 5 del codice dell’amministrazione digitale, secondo le linee

guida dell’Agid, che è l’agenzia per l’Italia digitale. Sono le norme che hanno, o stanno tentando di informatizzare e di digitalizzare, la pubblica amministrazione e molti comparti dei rapporti tra stato e Cittadini.

Una importante precisazione che ha sanato quella piccola incongruenza precedente l’ha effettuata l’agenzia delle entrate dicendo che gli stessi mezzi sono idonei sia sul fronte dell’iva, che sul fronte della deducibilità dei costi.

Quindi sono stati riportati degli esempi in questo provvedimento e nei mezzi elettronici è stato detto che valgono i RID, i bonifici, i bollettini postali, ma soprattutto i mezzi che noi conosciamo come le carte di credito, debito, quindi bancomat, ma soprattutto le carte prepagate, che ritengo saranno poi strumenti più graditi dalle imprese per le caratteristiche che hanno, per una certa flessibilità di utilizzo e di governo della spesa, e quindi queste elencazioni dei mezzi elettronici

con un’ulteriore precisazione, che queste forme di pagamento devono essere utilizzate anche se il pagamento avviene in un momento successivo alla cessione del carburante.

Questa precisazione è riferita in maniera esplicita alle fuel card mono-rete.

Quindi, difficile peraltro ipotizzare di adottare una fuel card che, il cui estratto conto pagheremo in contanti, tuttavia è una precisazione rilevante perché assoggetta l’acquisto di carburante con fuel card alle stesse norme.

Dunque pagamento con mezzi tracciati va bene il RID a fine mese dei confronti, per ipotesi dell’eni, ma attenzione verranno emesse fatture elettroniche anche per queste cessioni.

Dopo il provvedimento del 4 di aprile, in data 30 aprile, quindi nei 60 giorni di tempo previsti dallo statuto del contribuente per fornire chiarimenti operativi, l’agenzia delle entrate ha emanato una circolare, la numero 8, in cui si è maggiormente dilungata su ulteriori chiarimenti.

Ho riportato solo i principali argomenti trattati, e non li vedremo nemmeno tutti oggi, perché alcuni non attinenti strettamente i pagamenti.

Ma questa circolare ha parlato della tipologia dei prodotti acquistati, ha fatto cenno ai dati fattura alla targa dell’autovettura, ha trattato l’ipotesi di fattura differita a fine mese, e di come avere la fattura nel caso di acquisti da self service, ha ricordato la possibilità di utilizzare una fattura riepilogativa iva ai fini contabili e infine ha di nuovo dato dei chiarimenti sugli operatori finanziari ammessi, cioè quelli già dichiarati con il provvedimento citato poc’anzi, e ha parlato di catene di pagamento tracciabili.

Vediamo brevemente questi argomenti.

Allora faccio cenno solo alla tipologia dei prodotti acquistati.

Il legislatore non era stato chiarissimo nell’indicare quali carburanti avrebbero dovuto essere assoggettate questa norma.

La circolare dell’agenzia ci dice che solo la benzina e il gasolio per autotrazione sara oggetto delle norme sulla fattura elettronica, per cui gli acquisti di gpl e di metano non saranno soggetti all’emissione di fattura.

Ancora, se pure acquistando benzina o gasolio la destinazione non è quella dell’auto trazione, ma ad esempio perché dobbiamo rifornire dei gruppi elettrogeni, non deve essere emessa la

fattura elettronica.

Ricordiamo però una cosa: se anche a questa remo gpl, metano, gli acquisti devono essere pagati con strumenti tracciabili. Questo è importante ed è stato chiarito nel forum della fatturazione elettronica del 18 maggio scorso.

Un ulteriore elemento che ha poco a che fare con i mezzi di pagamento, ma in realtà a che fare con i processi anche amministrativi di controllo che verranno trattati successivamente, riguarda la targa dell’autovettura.

La circolare dell’agenzia delle entrate ci ha ricordato che il contenuto della fattura è quello stabilito dalla legge iva, per cui avendo abolito la scheda carburanti, non è previsto l’obbligo di indicare la targa dell’automezzo in fattura.

Ha tuttavia detto l’agenzia delle entrate che la targa può essere indicata facoltativamente in un particolare campo del documento fattura, ricordandoci l’importanza della targa, è importante per una tracciabilità per riconducibilità dell’acquisto al mezzo a cui si riferisce.

La tracciabilità dell’acquisto con la targa dell’autovettura riveste un’importanza rilevante che ha a che fare, poi lo vedrete meglio, con gli strumenti di pagamento.

Le cose importanti che sono state dette dalla circolare riguardo i mezzi di pagamento tracciabili, riguardano un dubbio che era sorto rispetto dei riferimenti agli obblighi di comunicazione dei dati dell’anagrafe tributaria.

In realtà è stato chiarito che tutti i mezzi elettronici di pagamento sono ammessi, quindi tutte le carte di credito, prepagate sono ammesse perché idonee a documentare tramite estratto conto, tramite registrazione delle transazioni, l’operazione avvenuta, e questo basta all’agenzia delle entrate.

Ultimo aspetto, c’è stato detto che i mezzi di pagamento tracciati devono essere usati sia in maniera diretta, che anche in maniera mediata, ovverosia sono validi i pagamenti effettuate tramite una catena ininterrotta di pagamenti tracciati.

L’applicazione pratica di questa regola è quella che riguarda prevalentemente il pagamento del carburante da parte del dipendente.

Quindi se il dipendente paga il rifornimento su un’auto aziendale con una propria carta personale, ad esempio con il suo bancomat, e poi chiede il rimborso di quel rifornimento all’azienda in nota spese, e quel rimborso viene fatto con strumenti tracciabili, quali ad esempio un bonifico, per l’agenzia delle entrate questo configura una catena ininterrotta di strumenti tracciabili.

La stessa cosa accadde per l’uso di web app, ma se ci pensiamo anche nei meccanismi di funzionamento di carte prepagate a ricarica, abbiamo una corresponsione di un flusso in entrata dove le ricariche ci danno un plafond di spesa sulla carta o sulla web app, che poi viene scaricato sul, dal pagamento tramite circuiti delle carte di credito.

Quindi sono tutte procedure ammesse, va naturalmente ricordato che se adottiamo una procedura amministrativa concatenata come quella riguarda che riguarda il dipendente, c’è doppio lavoro amministrativo probabilmente per andare poi a trovare ed abbinare la fattura elettronica quando pagamento fatto non dall’azienda ma dal dipendente.

Quindi, in conclusione, per benzina, gasolio, gpl, e metano è vietato il contante dal primo luglio 2018.

Tutti i titolari di partita iva che intendono detrarre l’iva e dedurre il costo del carburante acquistato presso gli impianti di distribuzione stradale

per i propri autoveicoli, non devono più usare il contante per effettuare pagamenti, ma hanno due alternative.

Una preferibile, paga l’azienda, il rifornimento viene pagato con strumenti di addebito sui conti correnti aziendali,  seconda battuta paga il dipendente, il rifornimento viene pagato con mezzi del dipendente, è vietato il contante, naturalmente l’ho ricordato poco fa, e poi il dipendente viene rimborsato dall’azienda con strumenti tracciabili.

E’ onere dell’azienda mantenere il record di questo tracciabilità.

 

Io vi ringrazio per l’attenzione.

Vi ricordo che se volete approfondire l’argomento su tutte le tematiche che riguardano i carburanti c’è un corso di E-Learning disponibile, che vi verrà comunque ha ricordato, trasmesso delle successive comunicazioni. Grazie per l’attenzione e lascio la parola al dottor di Marco.

Giuseppe di Marco: Allora, noi abbiamo visto che bene o male i sistemi di pagamento ammessi per detrarre l’acquisto di carburante devono essere elettronici. Però chiaramente il pagamento elettronico, soprattutto in azienda con un numero di macchine di veicoli medio, importante, non sarebbero sufficienti a tracciare l’acquisto di carburante.

Quindi Soldo, che è una soluzione nata proprio per consentire il controllo

preventivo di quelli che sono i pagamenti fatti per spese aziendali, e l’aggiunta di informazione da parte del dipendente attraverso la sua app d informazioni utili alla gestione delle spese, e successivamente poi una rendicontazione, un reporting, diciamo in modalità batch per quello che riguarda le spese effettuate, e chiaramente un ambiente fatto affinché anche le spese, i pagamenti per le spese di carburante trovino una loro gestione ideale.

Giusto per darvi un’idea per chi non conoscesse ancora Soldo, Soldo consente all’azienda di creare all’interno del conto Soldo aziendale dei sottoconti che possono essere intestati, e ai dipendenti, ai singoli dipendenti, quindi nome e cognome, nel mio caso una carta che si chiama dove c’è scritto Giuseppe di Marco, e con la quale io oltre alle mie spese di trasferta, dovendo dal primo luglio pagare anche il carburante, potrò pagare il carburante perché l’azienda me l’ha abilitata praticamente a tutte le categorie merceologiche.

Nel caso invece in cui la carta debba essere abbinata a un auto che viene utilizzata da più persone, io creo la carta come centro di spesa, che è un po la terminologia che noi usiamo in Soldo per indicare contesti in cui la carta non è legata a una singola persona, ma a divisioni dell’azienda: ufficio marketing, direzione acquisti, filiale di, eccetera, può anche essere abbinata all’auto.

Nel caso della carta che io lascio in auto, per tutti i dipendenti che usano quell’auto, posso addirittura dire ok questa carta può essere usata solo per acquisti di carburante, e quindi

eliminare eventuali cattivi utilizzi da parte dei dipendenti.

Cosa può fare il dipendente quando usa Soldo?

Bene, quando lui usa Soldo per pagare un pranzo o una cena, e o altro per le sue trasferte, ha in modo automatico diciamo la visibilità e si trova già precompilati i dati riguardanti la data,

importo, valuta, l’eventuale tasso di cambio, quale è stato l’esercente che ha usato la carta la categoria merceologica, quindi ristorazione, supermercato, parcheggi, e così via.

Lui deve, quindi non può sbagliare e non deve perdere tempo nell’inserire questi dati.

La cosa che deve fare lui è quella di fare la foto della ricevuta della fattura, di acquisto, quindi può essere la ricevuta o la fattura, per esempio, di un ristorante, e scegliere tra le voci

di spesa che l’azienda ha già pre-compilato predefinito, quella che riguarda la sua spesa.

Ecco, quindi, nel caso in cui invece Soldo intercetta un pagamento per l’acquisto di carburante il il dipendente in modo più o meno automatico, come nel caso della targa, abbina a quella sua spesa la targa della sua auto, e se l’azienda lo dovesse richiedere, perché in tanti casi l’azienda lo richiede, anche il numero di chilometri che ha su il suo contachilometri in quel momento.

E’ evidente che il, la targa dell’auto deve, l’abbinamento targa dell’auto, pagamento del carburante consentirà all’azienda di poter rendicontare dipendente per dipendente o auto per auto quelle che sono state gli acquisti di carburante su una singola auto in modo da verificare e controllare che ci sia una corrispondenza con le fatture ricevute, e diciamo di un utilizzo ragionevole di quello che è stato il carburante effettivamente consumato.

Ecco per quanto riguarda Soldo, Soldo è già integrato con la parte di, con l’applicativo Ztravel Zucchetti, che gestisce trasferte e note spese per quanto riguarda tutti i dati relativi alla normale spesa di trasferta, e per quanto riguarda invece, la gestione del carburante, Soldo a brevissimo renderà disponibile l’integrazione delle spese di carburante con i software Zucchetti, che è ZCarFleet, che poi ora vedremo, di cui vedremo le caratteristiche con Valentina.

Quindi per quanto riguarda diciamo tutta la parte di pagamento, Soldo gestisce il carburante sia che l’auto sia in pool, che sia per un’auto assegnata, gestisce la possibilità di abbinare a singole spese targa e km, così come per una rendicontazione, riconciliazione di queste spese insieme alle fatture elettroniche, e questo viene fatto con un’integrazione diretta con gli applicativi più diffusi nel territorio Italiano.

Io, poi ci risentiamo per quanto riguarda eventuali domande, lascio la parola alla Dottoressa Ubaldi di Zucchetti.

Dottoressa Ubaldi: Buonasera a tutti e bentrovati anche da parte mia.

Diciamo che sicuramente l’obiettivo di oggi è quello di presentare una soluzione che gestisca a 360 gradi la parte di scheda carburante, e quindi relativa alla fatturazione elettronica che sarà obbligatoria da luglio.

In questo ambito diciamo che l’obiettivo di oggi è anche quello di presentare la soluzione

Zucchetti nell’ambito della fleet management, quindi nell’ambito delle soluzioni di gestione del personale, e in particolare nell’ambito della gestione della mobilità, Zucchetti propone al mercato la soluzione ZCarFleet, che garantisce una visione a 360 gradi del parco autoveicoli di un’azienda, siano questi veicoli in sharing, che in assegnazione ad uso premesso al dipendente.

ZCarFleet permette quindi di gestire in modo efficiente tutto l’ambito di gestione dedicato al fleet manager.

Questo a partire da la definizione e la configurazione di un anagrafica centralizzata degli autoveicoli, fino a passare al processo di assegnazione delle auto in benefit, che prevede anche la configurazione, la possibilità di definizione delle lettere di assegnazione, piuttosto che di concessione dell’uso dell’auto al dipendente, ma anche tutto quello che riguarda la flotta in sharing, con la gestione dei diversi garage aziendali che potenzialmente l’azienda ha sia sulla capogruppo piuttosto che tutte le strutture correlate, il tutto accompagnato da una funzionalità di notifiche al fine chiaramente di efficientare tutte le comunicazioni in un ambito di un processo collaborativo.

Qui diciamo che gli ambiti impattati da questo processo, vanno dal driver al fit manager, all’amministrazione che si occupa appunto della registrazione contabile dei costi relativi alla flotta, alla gestione di quello che è il dipartimento legato alle risorse umane, che quindi, allora ha necessità di dover monitorare il processo iniziale di assegnazione.

Peraltro come modulo addizionale del prodotto base abbiamo implementato anche una soluzione di localizzazione degli autoveicoli, al fine di ottenere tutte le informazioni di diagnostica del mezzo, quindi tutto quello che mi guardava al chilometraggio effettivo e reale dell’auto, fino all’emissione di co2, piuttosto che tutto quello che riguarda quindi il mezzo, ma anche al fine chiaramente di localizzare la flotta laddove si faccia riferimento una flotta strumentale dell’azienda.

I chilometri automaticamente recuperati ci permettono quindi di ottimizzare la gestione delle scadenze amministrative, anche in questo caso avvisando il fleet manager delle scadenze imminenti con le relative notifiche.

La stretta correlazione alla gestione del personale, ed è qui che trova la sua massima

importanza diciamo, una soluzione che mi permette di gestire quindi non solo il personale inteso come il payroll, le presenze, piuttosto che il time sheet, ma anche tutto quello che riguarda la flotta aziendale ci permette quindi di ottimizzare, di finalizzare nell’ambito della gestione personale, gli addebiti in busta paga di eventuali multe, piuttosto che evidenziare tutti i mesi i costi di fringe benefit allineati al tariffario ACI.

Oltre a questa parte, anche la possibilità di avere una costificazione puntuale del parco, ossia

una funzione che permette ad importare tutti i costi veicolati tramite strumenti di pagamento informatizzato, tutti i costi relativi alla flotta, quindi dai pedaggi autostradali alle fatture di noleggio a lungo termine, ai carburanti, quindi intesi sicuramente come fuel card, ma anche come evoluzioni.

Questo ci consente di offrire alle aziende un monitoraggio del total cost of mobility dell’intera azienda, quindi sicuramente un passaggio, epocale anche una gestione ad oggi molto poco meccanizzata all’interno delle aziende.

E proprio relativamente alla gestione dei carburanti, la soluzione congiunta con Soldo, ma anche col digital app Zucchetti, che di fatto ci permette di catalizzare tutte le fatture xml, ci consente di proporre al mercato una soluzione end to end sul processo di fatturazione elettronica della filiale del carburante, dal recupero delle fatture in formato xml dall’OSD, fino alla conservazione versione digitale delle stesse.

Quali benefici? Quindi qual’è il valore aggiunto di utilizzare Soldo e zCarFleet nell’ambito di questo processo?

Sicuramente tutta una gestione diciamo più libera di quelli che sono diciamo i rifornimenti di carburante.

Giuseppe Di Marco: Qui se posso mi introdurrei io. Diciamo che ci sono vari aspetti, per cui per quanto riguarda l’uso di Soldo, io, chi la usa diciamo ha sicuramente una maggiore comodità nell’utilizzo derivante dal fatto che posso fare carburante quando mi serve, dove mi serve, su, qualunque tipo di rete distributiva.

L’altra, l’altra convenienza è di tipo economico, perché a quel punto posso scegliere il distributore in funzione dei prezzi che lui esercita alla pompa, e quindi chiaramente c’è chi, sono le aziende che sono molto attente a questo aspetto che chiaramente preferiscono questo tipo di libertà.

Poi in tante situazioni aziendali l’azienda, proprio per far fronte a una maggior copertura sul sul territorio, predispone per il dipendente, con auto assegnata, ma anche per quelli in pool, anche due tre carte diverse di reti petrolifere diverse, e questo comunque amplifica la, la gestione di queste spese moltiplicandola per un fattore 2 o per un fattore 3, e quindi queste due cose fanno sì che la soluzione unica usando Soldo e, soprattutto per i dipendenti che userebbero la carta Soldo per pagare tutto il resto di spese on trip, chiaramente porrebbe in un’unica soluzione questa capacità di spesa e di rendicontazione in un modo estremamente semplificato.

La cosiddetta car fleet ovviamente ha l’obiettivo di fornire alle aziende uno strumento che facilita la registrazione contabile di queste fatture che arriverebbero in modo massivo da parte dell’agenzia delle entrate, quindi ci obbligherebbe a dover riconciliare rispetto ad aspetti gestionali della flotta.

Quindi obiettivo è quello di proporre una soluzione che raccolga tutte queste fatture, e possa rendere disponibili ai nostri clienti un’unica auto fattura, quindi un documento riepilogativo valido per le fatture di importo inferiore ai 300 euro, e ci consenta di inserire all’interno di questo documento tutte le fatture già riconciliate rispetto ai pagamenti, andando quindi a matchare quelle che sono le strisciate di carta di credito con le singole fatture o righe di fatture evidenziate dall’agenzia delle entrate, dando quindi la facoltà all’azienda di automatizzare il processo di registrazione contabile andando in deduzione in maniera corretta dei costi in base alla tipologia di flotta sulla quale appunto è stato fatto il rifornimento.

Luca Scagliarini: Bene, grazie Valentina e Giuseppe. Allora, sono arrivate un po di domande, un po direttamente in chat, un po nella nella nella parte dedicata proprio alle domande, quindi inizierò a rispondere e a chiedere, diciamo, ai nostri esperti di rispondere. Questa la domanda per il dottor Failla: ma come fa la stazione di servizio a mandare la fattura?

Stefano Failla: Ecco, è una domanda lecita. Allora, la fattura elettronica dovrà essere inviata da tutte le aziende il prossimo anno, e quindi la situazione di servizio dovrà organizzarsi per produrre questo file-fattura.

Adesso, non so quanto addentrarmi nella cosa; è un file di testo la fattura elettronica, è un file di testo con delle etichette e dei dati. Occorre un software per generarlo, l’agenzia delle entrate metterà a disposizione – così hanno detto – sia un software web, che un software desktop (diciamo da scaricare sul pc), che probabilmente anche un’app per creare le fratture e per inviarle a questo server centrale.

Il benzinaio dovrà organizzarsi – probabilmente le software house lo supporteranno con degli aggiornamenti dei gestionali che usano – per fare in modo che tutti i rifornimenti effettuati in una giornata, probabilmente alla sera vengano trasformati in fatture da sole partite IVA e inviati ai clienti.

Siamo tutti abbastanza curiosi di vedere cosa accadrà il primo luglio, perché le stazioni di servizio al momento non sono organizzate e strutturate in questo modo, e manca solo un mese alla scadenza. Non so se ho risposto..

Luca Scagliarini: Il massimo che possiamo dire a questo punto è sicuramente questo. Un’altra domanda sempre riguardo alla possibilità di pagare la benzina o il gasolio con un assegno.

Stefano Failla: E’ ammesso, naturalmente, un assegno dall’azienda. Naturalmente, ricordiamo, se parliamo di una piccola ditta in cui il titolare va a fare rifornimento va bene; per un’azienda più strutturata per poter pagare con un assegno già ci vuole il potere di firma, quindi è già una casistica più complessa e articolata; comunque è ammesso. E’ ammesso pagare con assegno sia il singolo rifornimento – cosa abbastanza improbabile che possa avvenire – ma, leggo nella domanda, anche il caso del distributore abituale. Quindi se ho un accordo con il distributore di carburanti abituale per fare un’unica fattura a fine mese, l’Agenzia delle Entrate ci ha detto che questo è possibile; occorre solo che ad ogni rifornimento venga rilasciato un buono di consegna con gli stessi dati del documento di trasporto, quindi deve essere l’equivalente di un DDT.

Per intenderci, non è sufficiente la data, i litri acquistati, ecc., ma serve anche l’identificativo dell’acquirente. Per cui se ad ogni rifornimento il benzinaio emette una bolla di consegna per merce – carburante – consegnato e non pagato, a fine mese il benzinaio può fare (entro il quindicesimo giorno del mese successivo) una fattura cumulativa di tutte le cessioni che ha fatto nei miei confronti.

Luca Scagliarini: Grazie, un’altra domanda per Giuseppe di Marco riguarda l’app. “Sull’app, oltre all’importo speso, vedremo in automatico anche la quantità di carburante acquistato, il tipo e il prezzo?”

Giuseppe di Marco: Attenzione, noi abbiamo due tipi di informazioni: quelle che ci arrivano dal circuito Mastercard, che riguardano l’importo, la data, ecc., e aggiungiamo attraverso l’app la targa (perché magari è la solita del dipendente) e – solo se li mette il dipendente – i chilometri; relativamente ai dati della domanda, alcuni possono essere inseriti – anzi sono obbligatori – in fattura; ad esempio la qualità di carburante (se è gasolio o benzina dovrà inserirlo il distributore in fattura, perché è una descrizione del bene utilizzato), la quantità di carburante (e quindi i litri, oppure il prezzo, dovrebbe inserirli a mano il dipendente, però in questo momento è una funzione che nell’app Soldo non è prevista; cioè, non è previsto che il dipendente abbia l’onere ulteriore di aggiungere i litri o il prezzo per litro, perché sostanzialmente al momento non ci è stata richiesta. E’ evidente che si può aggiungere, in questo momento c’è un campo libero costituito dalle note per cui, se l’azienda dovesse richiederlo, questi dati possono essere aggiunti. Però diciamo, ribadisco, tra tutte le esigenze, quindi aziende anche grandi con centinaia di auto, quest’ultima informazione in questo momento non è stata richiesta.

Luca Scagliarini: Ok, adesso abbiamo una domanda relativa a ZCarFleet. Nella presentazione Valentina hai parlato di auto, la domanda è se auto e autocarro sono la stessa cosa cosa.

Valentina Ubaldi: Diciamo che nella gestione di ZCarFleet prevediamo di poter anagrafare tutti gli autoveicoli su strada a quattro ruote, quindi potenzialmente anche gli autocarri.

Luca Scagliarini: Bene, adesso un’altra domanda per Stefano Failla. E per chi va all’estero e fa il pieno, cosa si prevede?

Stefano Failla: Beh, naturalmente queste norme si applicano solo agli acquisti nazionali. Per chi va all’estero, l’acquisto del carburante effettuato, che so, in Francia, già da prima – quindi da sempre – è un’operazione che non ha il requisito della territorialità, per cui non è imponibile in italia. Quindi per l’acquirente non ci sono obblighi ai fini IVA di nessun tipo, né di compilazione dei modelli Intrastat, né della reverse charge, nulla.

Il documento contabile viene registrato come operazione fuori campo IVA, quindi tutta l’area relativa ai rifornimenti esteri – perché non si va all’estero per riempire le taniche – è un’operazione non rilevante in Italia.

Luca Scagliarini: Ok grazie, un’altra un’altra domanda abbastanza specifica.

Giuseppe di Marco: Dott.ssa Bignotti, salve, qui le risponde più che altro Valentina, nel senso che noi, come Soldo, i pagamenti li rendicontiamo e vi permettiamo di estrarre i report per targa. Chiaramente, come abbiamo detto prima, la parte fattura io la lascerei a Valentina.

Valentina Ubaldi: Sì, diciamo che rispetto alla sua preoccupazione (che Soldo ha sede in UK), in realtà Soldo è solo lo strumento di pagamento, la parte di fatturazione è qualche cosa prettamente, diciamo, italiano, in questo caso ancora di più, gestito tramite il software ZCarFleet come produzione di un documento riepilogativo di autofattura, nel senso che comunque l’azienda si autointesta e registra una volta, quindi una un’agevolazione sulla registrazione che consentirebbe di snellire il processo di registrazione dei singoli xml. Quindi non ci sono temi che riguardano il fatto che Soldo abbia sede in UK.

Giuseppe di Marco: Noi ci preoccupiamo del pagamento, quindi quello che fin qui abbiamo visto, come pagamento tracciabile a cui aggiungiamo i dati di chi fa il pagamento e dell’auto utilizzata.

Luca Scagliarini: Ok, un’altra domanda, sempre per te Stefano, è se le aziende devono adeguarsi in qualche modo per facilitare i distributori all’emissione della fattura.

Stefano Failla: Le aziende devono adeguarsi, sì, in realtà non per facilitare distributori, ma per ricevere la fattura; quindi, come avete visto, pur parlando di pagamenti, ho dovuto in parte trattare il tema della fatturazione perché sono due facce della stessa medaglia. Quindi noi per detrarre IVA e scaricare i costi abbiamo bisogno di provare che abbiamo fatto le cose correttamente, in un modo e nell’altro.

Sul fronte della fattura, quando il benzinaio la emette – e non per essere egoisti, ma sono problemi suoi sul come le emette – la invia al servizio dell’agenzia delle entrate, allo SDI, e lo SDI ce la recapita. Dove? Nella peggiore delle ipotesi la fattura la possiamo trovare in un’area riservata ad ogni contribuente del sito web dell’Agenzia delle Entrate.

Si stanno promuovendo dei sistemi di identificazione dei contribuenti – tramite l’identità digitale, lo SPID, oppure chiedendo delle credenziali all’Agenzia delle Entrate – per permettere di accedere alla sezione, diciamo per semplicità, di fisco online.

Queste cose valgono per tutti, per l’azienda con tre dipendenti e per quella con 3.000. Per cui, in realtà, la cosa è un po’ più articolata e complessa, ma l’Agenzia comunque metterà a disposizione le fatture che i nostri fornitori, tra cui il distributore di carburante, ci manderanno, in quest’area.

Ovviamente, se non vogliamo mettere una persona che tutti i giorni va a scaricare le fatture dal sito web dell’Agenzia delle Entrate, dovremo adeguarci; ad esempio indicando una P.E.C a cui indirizzare la frattura, altro sistema non proprio efficientissimo o automatizzabile, oppure ancora utilizzando dei servizi di intermediari. La dottoressa Ubaldi prima ha fatto cenno a Digital Lab – nome commerciale del servizio che Zucchetti offre a tutti i suoi clienti per poter ricevere queste fatture – perché l’ultima ipotesi, fattibile solo per le aziende più strutturate, è quella di strutturarsi a livello informatico e collegarsi direttamente col server dell’Agenzia delle Entrate. Per cui ci sarà parecchio da fare per le aziende per adeguarsi, indipendentemente dai distributori di carburante, che avranno la loro parte di incombenza.

Luca Scagliarini: Ok, stiamo superando l’ora, però andremo a rispondere a qualche altra

domanda. Ovviamente nel caso arrivassero domande anche al termine del webinar, le raccoglieremo e forniremo un documento di risposta a tutti. Dunque, c’è una domanda relativa a un rifornimento che avviene in situazioni unattended, come la sera quando il benzinaio è chiuso; ma in realtà la domanda è più legata al momento in cui non esiste una persona al benzinaio, e quindi la domanda è se sarà possibile richiedere successivamente l’emissione della fattura elettronica.

Stefano Failla: La risposta è sì, è stato ricordato dall’Agenzia delle Entrate che è possibile se il buono di consegna – così viene chiamato a livello burocratico lo scontrino nel self service – riporta tutti i dati del DDT.

Quindi ci aspettiamo che i produttori dei software o dei distributori automatici di benzina adeguino gli impianti per fare in modo che quando faremo rifornimento all’automatico avremo la possibilità di digitare la nostra partita IVA.

E’ essenziale poter digitare la partita IVA sul singolo rifornimento pagato con strumenti tracciati, per poi a fine mese chiedere al distributore di emettere la fattura relativa a tutte quelle bolle.

Luca Scagliarini: Perfetto. Adesso ci sono un paio di domande relative a ZCarFleet. La prima è un chiarimento su quello che intendiamo per autofattura.

Valentina Ubaldi: Diciamo che la risposta alla domanda che viene posta, quindi se l’autofattura può sostituire le fatture dei singoli benzinai, è no. Nel senso che ogni benzinaio emetterà la sua fattoria in formato xml come previsto dalla normativa; il compito di ZCarFleet è di raccogliere tutte queste fatture e produrre un’unica autofattura per la tua azienda.

Quindi, diciamo, è una prospettiva diversa, senza chiaramente dover andare a inserire le singole fatture in contabilità. Con anche chiaramente la facilitazione di non essere obbligati a esplicitare ai singoli fornitori.

L’altra domanda su ZCarFleet riguarda il fatto che sia un’integrazione automatica ZTravel;

la risposta è ZCarFleet è una soluzione, diciamo, a completamento di Ztravel ma una soluzione completamente slegata da Ztravel per quello che riguarda la gestione della flotta, è un prodotto a se stante; quindi sicuramente segue un iter di vendita e pricing diverso.

Luca Scagliarini: Ok un’altra domanda relativa alle aziende di trasporto che hanno necessità di avere le accise separate in fattura, se è previsto qualcosa.

Stefano Failla: In fattura, l’Agenzia delle Entrate – non nella circolare ma in altre istruzioni tecniche sulla fattura elettronica – ha indicato quattro codici che possono essere usati dal distributore per i rifornimenti che verranno effettuati dal primo luglio, 2 codici per le benzine e due per il gasolio.

Questi sono i codici presi dalle dogane, quindi mi viene da dire che utilizzando queste codifiche per prodotto venduto, debbano essere indicati anche tutti gli elementi necessari a dettaglio della transazione, come ad esempio la componente accise per gli autotrasportatori come avviene oggi.

Luca Scagliarini: Ok poi, quando acquistiamo carburante e richiediamo fattura, dove possiamo trovare la fattura relativa all’acquisto? Ovviamente si parla di fattura elettronica.

Stefano Failla: Sì, il tema da risolvere è questo, cioè, come aziende dobbiamo attivare dei canali di comunicazione con lo SDI; non è il tema di oggi parlare di questi aspetti, ma in sintesi abbiamo un postino centrale statale che riceverà più o meno – in base alle stime che sono state fatte – un miliardo e 300 milioni di fatture tra privati e le smisterà ad ogni destinatario, quindi le fatture le riceveremo accedendo a questa informazione sul server centrale. Come lo faremo? Lo abbiamo accennato prima: tramite una P.E.C, accedendo direttamente o tramite un intermediario.

Luca Scagliarini: Molto chiaro. Un’altra domanda per Giuseppe Di Marco: in caso di vettura sostitutiva come avviene il pagamento? Il sistema di pagamento Soldo può coprire anche situazioni di targhe non assegnate al driver?

Giuseppe di Marco: Sì, nel senso che l’azienda oltre a elencare le targhe che un dipendente può assegnare ai suoi pagamenti, potrà anche disporre della voce “auto sostitutiva” o auto a noleggio, e poi gestirlo chiaramente di conseguenza perché non deve andare ad accumulare il carburante acquistato per una determinata auto.

Luca Scagliarini: Un’altra domanda relativa al rifornimento all’estero pagato con Soldo, come viene gestito?

Giuseppe: Per Soldo è la stessa procedura, quindi noi vediamo il pagamento come pagamento di carburante con la possibilità per il dipendente di aggiungere i dati di cui parlavamo prima, come fosse in italia. Se il pagamento è in euro non cambia assolutamente nulla, in qualunque altra valuta Soldo gestisce il cambio in modo definito e determinato, per cui viene riportato, oltre al valore in euro, anche il valore dell’altra valuta e relativo cambio.

Luca Scagliarini: Domanda relativa al fatto se tutto questo vale anche per i liberi professionisti.

Stefano Failla: Certo, vale per tutti i titolari di partita IVA. La legge è stata molto chiara, quindi si riferisce alle imprese, commercianti, gli artigiani e i professionisti. Chi ha la partita IVA e vuole detrarre l’iva deve documentare con fatture elettroniche, e soprattutto con mezzo di pagamento tracciato.

Ok una preoccupazione relativa al fatto se il benzinaio non emette fattura perché magari non ha o non sa come usare software, ovviamente non in queste situazioni non è in regola con la legislazione.

Allora, vedete adesso, è per questo che occorrerà pensare un pochino all’intero processo, cioè le due facce della stessa medaglia devono essere progettate assieme perché, nel caso in cui faccio rifornimento, e la fattura non mi arriverà mai, se io ho un campanello d’allarme, come può essere pagamento tracciato che ad esempio arriva un estratto conto di Soldo, riporta la targa, riporta la data, riporta il nome della merce, quindi so qual è il distributore.

Arriva registro di estratti conto e quella partita, quella posizione non si abbina con nulla perché la fattura non c’è. A quel punto su quel distributore, io, come azienda, ho l’obbligo di emettere una fattura elettronica con un codice particolare, che sostituisce quella che il benzinaio non mi ha fatto.

Io che faccio questa sorta di denuncia del benzinaio che non fattura, non ho sanzioni, e naturalmente l’agenzia delle entrate andrà a fare le verifiche e fa i rifornimenti alle fatture.

E’ una procedura che non è nuova, esiste già oggi. Oggi, quando non riceviamo le fatture del fornitore, dobbiamo avvisare l’agenzia delle entrate dicendo, guarda che questo fornitore non mi manda le fatture.

A quel punto mi autorizza a farmela da solo e a registrarmela e detrarre l’iva.

Ora lo faremo elettronicamente. Però se non abbiamo il campanello d’allarme che quel rifornimento è stato fatto e quel pagamento è uscito dalle nostre casse, non sapremmo nemmeno cosa andare a cercare.

Ok, un’altra domanda sempre per te Stefano.

Un dipendente che fa rifornimento in self service paga con la propria carta di credito, quali sono le accortezze da tener presente per la deducibilità e la detraibilità.

Ammettiamo che il dipendente fa rifornimento ad un service già aggiornato, in cui sia possibile indicare la partita iva della ditta, perché la fattura elettronica serve sempre.

Quindi, fa rifornimento al self service, in qualche modo indica la partita iva della ditta, ed esce lo scontrino che riporta tutti i dati minimi della bolla, quindi il caso si fa intricato e paga però con il suo bancomat personale.

Il benzinaio emette la fattura ma non le la consegna, perché la manda all’agenzia delle entrate, la manda al postino, il postino la smista e la manda alla ditta, la ditta si ritrova una fattura che non si abbina con nessun pagamento, perché il pagamento l’ha fatto il dipendente.

Il dipendente quindi compilerà la nota spese, e chiederà il rimborso, l’importo pagato indicando gli estremi.

In tal giorno, presso tal benzinaio, per la tale autovettura, ho pagato l’importo di euro 50, ed allega la ricevuta comprovante il fatto che ha pagato con mezzi tracciati, quindi alla ricevuta sullo scontrino del suo bancomat.

Perché l’azienda ha necessità di sapere che la catena dei pagamenti tracciati è ininterrotta, quindi a quel punto l’azienda è in grado di abbinare la fattura ricevuta con la nota spese del dipendente, dopo di che pagherà il dipendente con bonifico, non dimentichiamolo, e il giro si chiude, un po obbligato, ma si chiude.

Luca Scagliarini: Perfetto. Un’altra domanda sempre relativa alle fatture elettroniche.

Le fatture elettroniche recapitate tramite P.E.C saranno in formato xml oppure in formato leggibile?

Saranno in formato xml e quindi non in formato leggibile dall’uomo ma leggibile dalla macchina.

Stefano Failla: Poi guardate, nel formato xml c’è la possibilità di mettere degli allegati. Non è escluso che le aziende continueranno a mettere come allegato il pdf con il logo dell’azienda e la fattura scritte in chiaro, ma ricordatevi che non c’è nessun software o intelligenza artificiale che, possa dire che la fattura e pdf corrisponde ai lati delle xml.

Ci deve essere una persona che legge la fattura e la confronta con il leggibile.

Quindi se anche questa prassi dovesse instaurarsi per comodità, per semplicità, perché nella fase iniziale c’è molta confusione.

Tuttavia, alla fine, è più opportuno gestire i dati con buona pace della parte grafica.

Luca Scagliarini: E una una domanda invece per il dottor di Marco. In caso un’azienda si avvalesse del sistema Soldo per la rendicontazione delle spese di rifornimento, in distributori diversi i dipendenti dovrebbero in ogni caso fornire i dati dell’azienda al distributore, o quest’ultimo sarebbe in grado di recuperarli tramite la carta?

Giuseppe di Marco: Allora diciamo che già oggi alcune alcune aziende dicono ai propri dipendenti, quando richiedono fattura, di prendere i dati aziendali dall’app Soldo perché sono aggiornati, ci sono indirizzo, recapito, partita iva della loro azienda, che il dipendente trova sull’app.In realtà la domanda così come è fatta dice, ma Soldo come può velocizzare questo

processo di acquisizione dati, perché poi si genererà una sorta di coda se questo non viene fatto automaticamente.

Allora, premesso che il pagamento non fornisce a chi lo accetta alcun dato per ragioni di privacy, quindi nessun nessun ente che incassa saprà di chi è la carta se non che il circuito autorizza l’incasso, e quindi lui è tranquillo. Quello che siamo in attesa di capire è se si realizzerà uno standard per far acquisire in modo veloce i dati da parte dell’agenzia delle entrate, quindi se l’agenzia entrate darà un app, qualcosa, che permetterà di far le fatture elettroniche, magari definirà uno standard tipo QR code che contenga i dati necessari a fare la fattura, e che velocizzi l’acquisizione.

Nei casi in cui si realizzi questo standard, allora sì, Soldo potrebbe dare a chi paga la possibilità di esporre questo QR code dall’app per permetterne una lettura veloce.

Luca Scagliarini: Stefano un altra domanda per te.

Ma le aziende che rimborsano dipendente con tabelle aci potranno continuare a farlo o saranno obbligate a farlo su pagamento tracciabile?

Stefano Failla: Immagino che la domanda si riferisca alle aziende che rimborsano con tabelle aci i chilometri percorsi dal dipendente con auto aziendali.

Di solito l’azienda non permette al dipendente di fare rifornimento, anche anche, ad oggi, in assenza delle novità, il dipendente che usa l’auto aziendale, magari ad uso promiscuo, non può compilare la scheda carburante perché l’azienda non le la accetta, ma gli riconosce, che so 15 centesimi al chilometro per ogni tragitto effettuato per ragioni di lavoro.

Questo è un modo che adottano varie aziende per semplificare un po le cose e non rimborsare carburanti in eccesso ma solo in quelli usati per ragioni di lavoro.

In questo caso, diciamo, noi ci troviamo di fronte ad un acquisto di carburante da parte del titolare di partita iva, ci troviamo di fronte ad un rimborso spese, ovviamente l’azienda non recupera l’iva, non c’è fattura non c’è niente, quindi direi che possono continuare ad usare questa prassi, il dipendente fa rifornimento, non è titolare di partita iva, non deve pagare con tracciati, non deve chiedere fattura elettronica, ma è d’accordo con la sua azienda che per le tratte percorse per ragioni di lavoro li vengono riconosciuti 15 centesimi.

L’azienda li deduce come spese inerenti alla trasferta, e ovviamente non c’è il recupero iva.

Luca Scagliarini:Una domanda per Valentina.

L’autofattura che sarà riepilogativa dei carburanti acquistati mensilmente, deve avere dei limiti giornalieri, mensili per esercenti?

Valentina Ubaldi: Nessuno di questi. Deve avere un limite di 300 euro sulla singola strisciata, quindi diciamo che desumendo che uno faccia benzina a un autoveicolo e non e non a un tir di più ampie dimensioni, 300 euro sono ragionevoli, per cui ci starà dentro tutto il campo parco autoveicoli.

Stefano Failla: Se posso una precisazione.

Questa autofattura non è una novità, c’è stato solo ricordato che possiamo usare la stessa autofattura che usiamo per il ristorante, bar e nota spese, la stessa autofattura che si può usare dal DTL del 96 addirittura, quindi sono veramente tanti anni che è possibile registrare in maniera semplificata acquisti di piccolo importo, ciò non toglie che per gli acquisti di piccolo importo la fattura serve.

Comunque un beneficio c’è perché non dobbiamo registrare una per una le fatture di ogni singolo benzinaio d’italia, come per i ristorante, non avremo in contabilità 10.000 anagrafiche di tutti i benzinai esistenti, ma faremo in questo modo, utilizzando anche le funzionalità di ZCarFleet ad esempio, gestionale che contiene tutti i dettagli, e una fattura riepilogativa che si registra con un’unica prima nota, lasciatemi dire, quindi senza limiti.

L’importante è che ogni singola spesa sia sotto i 300 euro.

A questo punto risponderemo a tutte le domande rimanenti nell’email riassuntiva, in cui daremo un link alle presentazioni e alla registrazione.

Grazie mille della partecipazione, e fateci avere feedback.

Ci scusiamo ancora per qualche problema tecnico.

Grazie arrivederci.

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