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Sanzioni e fatturazione elettronica: facciamo chiarezza

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La fatturazione elettronica è già realtà, ma per molti i principi del suo funzionamento rimangono avvolti nel mistero. In questo articolo vediamo quali sono le sanzioni previste per chi non rispetta la procedura stabilita dalla nuova normativa in merito alla fatturazione digitale e come fare per evitare di essere multati.

La fattura elettronica (che prima era obbligatoria nelle transazioni con le Pubbliche Amministrazioni) è stata estesa anche alle transazioni tra operatori Iva privati, sia nel caso del Business to Business (B2B), cioè tra aziende, sia Business to Consumer (B2C) tra aziende e consumatori finali, anche se non operatori Iva. Sono invece esonerate alcune categorie, come gli operatori Iva a regime forfettario e gli operatori Iva e altre categorie.

C’è ancora della confusione riguardo al suo funzionamento, anche per questo l’ANC (Associazione Nazionale dei Commercialisti) ha chiesto a gran voce una proroga all’entrata in vigore della fattura elettronica, senza però sortire alcun successo.

Un po’ di chiarezza e di informazione noi ve l’abbiamo già fornita in articoli precedenti, soprattutto per quanto riguarda cosa cambia con l’entrata in vigore della fattura elettronica B2B.

Inoltre, anche se la richiesta di proroga non è stata accettata, sono state concesse delle proroghe specifiche per i primi mesi del 2019, in particolar modo, come vedremo sotto, all’applicazione delle sanzioni per errori nella compilazione, conservazione ed emissione delle e-fatture.

Il 13 dicembre 2018 infatti è stato approvato definitivamente alla Camera il decreto fiscale, divenuto quindi legge, che prevede tra le altre cose una serie di facilitazioni per l’entrata in vigore della e-fattura.

Le proroghe per le sanzioni nel dettaglio

Il funzionamento della fatturazione digitale è stato chiarito all’interno della circolare N. 13/E emessa dall’Agenzia dell’Entrate il 2 luglio 2018. Con questa circolare l’Agenzia delle Entrate risponde ad alcune domande, tra cui l’ambito di applicabilità dell’obbligo della fattura digitale e le modalità di registrazione e conservazione delle fatture, la cui risposta non risultava del tutto chiara nei documenti precedenti.

Inoltre, specifica anche che – dal momento che il sistema digitale di interscambio deve effettuare le verifiche sulla correttezza dei dati inseriti in fattura e che questo processo può richiedere qualche tempo – si considera come data di emissione della fattura quella riportata nel campo “Data” della sezione “Dati generali” della fattura elettronica (la data è una delle informazioni obbligatorie ai sensi degli articoli 21 e 21bis del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633), ossia quella riportata al momento della compilazione della fattura stessa.

Inoltre si legge nella circolare che “in fase di prima applicazione delle nuove disposizioni, considerato anche il necessario adeguamento tecnologico richiesto alla platea di soggetti coinvolti e le connesse difficoltà organizzative, si ritiene che il file fattura, predisposto nel rispetto delle regole tecniche previste dal provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate del 30 aprile 2018 ed inviato con un minimo ritardo, comunque tale da non pregiudicare la corretta liquidazione dell’imposta, costituisca violazione non punibile ai sensi dell’articolo 6, comma 5-bis, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472”.

I dettagli sulle proroghe stabilite dal decreto Fiscale

Quanto affermato dalla circolare è stato poi specificato nel decreto Fiscale del 13 dicembre che abbiamo già citato. In particolare, il decreto ha stabilito che fino al 30 giugno le sanzioni relative all’e-fattura sono ridotte dell’80%, ciò solo nel caso però che le fatture siano poi emesse entro il termine di liquidazione Iva successivo.

Per il 1° semestre 2019, inoltre, non vi saranno sanzioni per emissione tardiva della fattura che viene emessa entro il termine di liquidazione dell’Iva per quanto riguarda i liquidatori trimestrali. Il provvedimento è stato pensato nell’ottica di ammortizzare il cambiamento permettendo ai contribuenti e in particolare agli operatori Iva direttamente coinvolti dalla normativa sulla fatturazione digitale di potersi abituare gradualmente alla novità senza temere multe, almeno per i primi sei mesi dell’anno.

Sia nel caso di emissione tardiva di fattura comunque entro il periodo di liquidazione, che nel caso di emissione successiva al periodo di liquidazione, le stesse condizioni che abbiamo illustrato sopra sono valide fino al 30 settembre nel caso dei liquidatori mensili dell’Iva.

 

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