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Fattura Elettronica 2019

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La fatturazione elettronica

Cos’è la fattura elettronica e che differenze ci sono con la fattura di carta

La fattura elettronica, chiamata anche e-fattura, è uno dei punti principali dell’agenda digitale italiana. L’agenda digitale italiana nasce nell’ambito dell’omologo progetto europeo e ha come scopo di fare leva sul potenziale delle tecnologie ICT per favorire innovazione, progresso e crescita economica, avendo come obiettivo principale lo sviluppo del mercato unico digitale. Uno degli obiettivi dell’agenda digitale italiana, in particolare per quanto riguarda la fattura elettronica, è quello di contrastare il fenomeno dell’evasione fiscale e di facilitare l’emissione e la conservazione delle fatture.

Inizialmente introdotto per le Pubbliche Amministrazioni, a partire dal 1° gennaio 2019 l’obbligo della fattura elettronica viene esteso anche ai casi in cui la prestazione del servizio o la cessione del bene sia B2B (business to business), cioè tra titolari di partita IVA, oppure sia B2C (business to client), cioè tra titolari di partita IVA e privati.

La fattura elettronica è la trasposizione telematica della fattura di carta, chiamata anche fattura analogica, a cui siamo abituati. L’e-fattura conserva tutti i dati necessari a fini fiscali della fattura cartacea con la sola aggiunta dell’indicazione dell’indirizzo telematico (l’indirizzo PEC o un codice destinatario di 7 cifre) a cui la fattura deve essere inviata. Ciò che distingue la fattura elettronica dalla fattura cartacea è il formato digitale. L’e-fattura consiste infatti in un documento digitale che viene emesso e archiviato in formato XML (eXtensible Markup Language) tramite il Sistema Di Interscambio (SDI) dell’Agenzia delle Entrate, il formato della fattura elettronica è statico e immodificabile, in modo da essere leggibile dal software dell’Agenzia delle Entrate.

Il SDI è un portale web che funge da intermediario nella trasmissione della fattura tra chi la emette e chi la riceve. Il servizio è completamente gratuito ed è messo a disposizione dall’Agenzia dell’Entrate, per emettere, trasmettere e archiviare le fatture elettroniche direttamente in formato XML.

Come per la fattura cartacea, la fattura elettronica deve essere emessa entro le ore 24:00 del giorno in cui è avvenuta la transazione. Con la fattura elettronica resta la possibilità di ricorrere alla cosiddetta fattura differita: si avrà tempo fino al giorno 15 del mese successivo al giorno della transazione per inviare la fattura in formato elettronico al destinatario. Pur non essendo obbligatorio, la maggior parte delle aziende continua a fornire al cliente un documento equivalente alla fattura in formato cartaceo al momento dello scambio come promemoria di quanto riceverà poi in formato digitale.

Chi è esonerato dall’emissione della fattura elettronica

Due sono le categorie principali di operatori che, attualmente, sono esonerati dall’obbligo di emissione di fattura elettronica: gli operatori (imprese e lavoratori autonomi) che rientrano nel cosiddetto “regime fiscale di vantaggio” e quelli che rientrano nel cosiddetto “regime fiscale forfettario”. Entrambe queste categorie non sono quindi tenute a rispettare l’obbligo di emettere fattura elettronica. Tuttavia, chi appartiene a queste due categorie può decidere di emettere fattura elettronica aderendo in via facoltativa alle disposizioni del provvedimento del 30 aprile 2018 in modo da godere dei relativi vantaggi.

A queste due categorie vanno poi aggiunti altre eccezioni quali, ad esempio, i piccoli produttori agricoli. Ma va ricordato che a partire dal 2020 la quasi totalità dei soggetti economici (le imprese) italiane sarà tenuta all’emissione di fatture elettroniche.

Tutte le fatture emesse con data anteriore al 1 gennaio 2019, naturalmente, non sono sottoposte ad obbligo di emissione salvo che non siano state emesse nei confronti della Pubblica Amministrazione

Quali sono i vantaggi della fattura elettronica

Dopo un primo, iniziale e fisiologico periodo di adattamento in cui è normale il sorgere di qualche confusione e disguido, la fattura elettronica garantisce un buon numero di vantaggi per entrambe le parti coinvolte nella transazione.

Prima di tutto, la fattura elettronica implica i vantaggi che seguono a tutti i processi di digitalizzazione: nel passaggio dal cartaceo al digitale vengono meno tutti i costi relativi al materiale: carta, inchiostro, spese di conservazione e di spedizione.

fattura elettronica

Una volta che i sistemi gestionali si saranno progressivamente adeguati, la gestione e registrazione delle fatture elettroniche, inoltre, consentirà certamente grandi risparmi in termini di tempo.

Guardando all’aspetto propriamente fiscale, ci sono delle novità che accompagnano l’entrata in vigore della fattura elettronica, tra questi:

  • Cade l’obbligo di tenere i registri Iva per gli operatori Iva in regime di contabilità semplificata che emettono solo fatture.
  • Per quanto riguarda le transazioni che superano il valore di 500 euro, sono ridotti i termini di accertamento fiscale di 2 anni per tutti gli operatori Iva che emettono e ricevono solo fatture.

2. COME PREDISPORRE, INVIARE E RICEVERE L’E-FATTURA

Come si predispone una fattura elettronica

Per poter predisporre le fatture elettroniche bisogna disporre di un personal computer oppure di un tablet o di uno smartphone attraverso cui usare il software che consente di compilare la fattura e di inviarla.

L’Agenzia delle Entrate ha predisposto alcuni strumenti gratuiti attraverso i quali  è possibile compilare le fatture elettroniche: il portale dell’Agenzia delle Entrate per l’uso online, un programma di generazione fatture scaricabile dallo stesso sito e un’app (FatturaE) per gli smartphone. Tutti i principali produttori di software gestionale, inoltre, hanno sviluppato la loro versione specifica di programma di fatturazione che in prima istanza emette e trasmette fatture ma che progressivamente renderà anche più veloce la gestione successiva delle fatture ricevute.

Certamente la novità più rilevante dell’introduzione della fattura elettronica sta proprio nell’obbligo di utilizzare un sistema basato su app o su computer perché la modalità cartacea utilizzata ancora in questi anni da molte imprese, non è più possibile. Dal punto di vista del processo di emissione, invece, l’unica novità rispetto a quanto fatto fino ad oggi consiste nel dover indicare un indirizzo al quale far recapitare da SDI la fattura al cliente. L’indirizzo di recapito può essere un codice di 7 cifre (chiamato “Codice Destinatario” quando la società decide di affidare la ricezione e l’invio delle proprie fatture ad un intermediario specializzato oppure una pec quando la società decide di voler ricevere ogni singola fattura come allegato ad uno specifico indirizzo di posta elettronica certificata (la pec). Nel caso il cliente abbia scelto di utilizzare una pec, il codice destinatario va impostato a “0000000” (7 zeri).

Per velocizzare il processo di comunicazione dei dati di fatturazione comprensivi di destinazione, l’Agenzia delle Entrate ha definito un formato di QR code standard che può essere mostrato ai fornitori dotati di lettore per l’acquisizione immediata di tutte le informazioni.

 

Come si invia una fattura elettronica al cliente

Completata la fase di inserimento dati, i programmi verificano la correttezza formale della fattura e procedono all’invio al Sistema di Interscambio dell’Agenzia delle Entrate. Qualsiasi siano state le scelte sia del cliente che del fornitore su come inviare e ricevere le proprie fatture, infatti, il sistema funziona sempre attraverso un dialogo diretto con il Sistema di Interscambio che si occupa di ricevere le fatture inviate da ciascuna azienda, le verifica dal punto di vista formale e di correttezza del recapito previsto, e nel caso sia tutto a posto, provvede ad inviarla al cliente. Questo flusso vale anche nel caso la società decida di spedire le proprie fatture via pec all’indirizzo “sdi01@pec.fatturapa.it”.

Attenzione che perché una fattura sia considerata valida a fini fiscali non si può evitare di passare per il Sistema di Interscambio.

Approfondimento: Come fare e inviare una fattura elettronica

Cosa fa il Sistema di Interscambio quando riceve una fattura

Il sistema di interscambio (SDI) è un portale internet progettato dall’Agenzia dell’Entrate per lo smistamento delle fatture elettroniche. Si può pensare ad esso come ad un postino che  riceve le fatture dal fornitore del prodotto o servizio, procede ad effettuare alcune operazioni di verifica a beneficio di entrambi gli operatori e le consegna poi ai clienti.

Per prima cosa il sistema di interscambio verifica la presenza e la correttezza di alcuni dati minimi fondamentali per la validità della fattura, tra questi ad esempio: l’esistenza e la correttezza della partita Iva dei soggetti della transazione, il numero e la data della fattura e verifica che dati come imponibile e Iva siano stati calcolati correttamente.

Verifica inoltre che l’indirizzo PEC del destinatario o il campo ‘codice destinatario’ siano stati inseriti nella fattura e compilati correttamente, in modo da poter recapitare la fattura al cliente.

Nel caso in cui il file contenente la fattura elettronica sia stato inviato firmato al sistema di interscambio, esso provvede a verificare la validità del certificato di firma. Si ricorda però che la firma digitale non è necessaria per inviare la fattura elettronica, il sistema di interscambio accetta anche file privi di firma digitale.

Una volta che il sistema ha verificato i dati, in caso di errori restituisce una ricevuta di scarto e si renderà necessario ricompilarla e rispedirla. Si noti che una fattura scartata risulta come mai emessa e quindi il fornitore ha l’obbligo di provvedere ad emetterla regolarmente.

Le fatture verificate correttamente vengono poi recapitate ai clienti secondo le indicazioni presenti in fattura.

Sul portale “Fatture e Corrispettivi” dell’Agenzia delle Entrate, c’è anche la possibilità di inserire una destinazione (codice destinatario o pec) che vada a sostituire qualsiasi dato comunicato al fornitore; nel caso un cliente l’abbia scelta, le fatture verranno recapitate a quella destinazione indipendentemente dalla destinazione comunicata in sede di richiesta di emissione della fattura.

Nel caso il cliente non abbia indicato una destinazione predefinita e nella fattura nemmeno il fornitore abbia indicato una destinazione (ovvero ha inserito “000000” come indirizzo) la fattura sarà comunque validamente consegnata mediante deposito nell’apposito archivio disponibile sul portale “Fatture e Corrispettivi” dell’Agenzia delle Entrate.

Come si riceve una fattura elettronica dal Sistema di Interscambio

Le fatture trasmesse dal Sistema di Interscambio sono nei fatti depositate in una zona del portale Fatture e Corrispettivi dove, salvo che la destinazione non sia una casella pec, restano in attesa che il cliente, un un suo intermediario elettronico, non procedano a scaricarle.

Come si conservano le fatture elettroniche

Come per le fatture analogiche, anche per le fatture elettroniche vige l’obbligo di legge di conservazione che riguarda sia chi emette la fattura, sia chi la riceve. Rispetto al passato, tuttavia, tale obbligo non ha più lo scopo di rendere disponibili le informazioni a fini di controllo fiscale, perché tale scopo è già adempiuto a monte dal Sistema di Interscambio, che oltre che smistare le fatture tra clienti e fornitori, ne invia anche copia all’Agenzia delle Entrate che così può procedere in autonomia ai controlli che ritiene.

Nel caso della fattura elettronica, la conservazione non equivale ad averla salvata da qualche parte nel pc o in altri archivi digitali, ma è necessario seguire le direttive di archiviazione stabilite dal cosiddetto Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD).

Per essere sicuri di attenersi a queste norme l’Agenzia dell’Entrate mette a disposizione gratuitamente un servizio di archiviazione per le fatture emesse e ricevute, che è in regola con la normativa, e che è reperibile nella propria area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate, alla voce ‘Fatture e Corrispettivi’.

conservazione fatture elettroniche

In alternativa è possibile ricorrere ad agenti terzi certificati che forniscono un servizio di archiviazione a pagamento che rispetta i dettami normativi

Approfondimento: Conservazione sostitutiva fatture elettroniche: regole e obblighi.

3. SANZIONI

La misura approvata in via definitiva con il decreto fiscale 2019 prevede che per i contribuenti Iva mensili le sanzioni per il mancato adeguamento alla fattura elettronica entrino in vigore a partire da settembre 2019 e per gli operatori Iva trimestrali a partire dal 1° luglio. La proroga delle sanzioni riguarda però solo violazioni formali, ossia le violazioni che non danneggiano l’erario; cioè quei casi in cui la violazione non implica un pregiudizio nelle azioni di controllo e di verifica da parte e del fisco e non incide sulla determinazione di base imponibile, imposta e sul versamento dell’IVA. Per tutte le violazioni sostanziali, ossia quelle in cui viene verificata una irregolare modifica della determinazione di base imponibile, imposta e sul versamento dell’IVA, le sanzioni rimangono attive.

In particolare l’articolo 10 del Decreto Legge 119/2018 sancisce che “Per il primo semestre del periodo d’imposta 2019 le sanzioni di cui ai periodi precedenti:

  1. a) non si applicano se la fattura è emessa con le modalità di cui al comma 3 entro il termine di effettuazione della liquidazione periodica dell’imposta sul valore aggiunto ai sensi dell’articolo 1, comma 1, del d.p.r 100/1998;
  2. b) si applicano con riduzione dell’80 per cento a condizione che la fattura elettronica sia emessa entro il termine di effettuazione della liquidazione dell’imposta sul valore aggiunto del periodo successivo.

Il decreto fiscale 2019 inoltre stabilisce che, a partire da 1° luglio 2019, l’invio della fattura elettronica debba essere eseguito entro 10 giorni dalla transazione e non più entro le ore 24 del giorno stesso.

Questi provvedimenti, come la proroga sulle sanzioni rispetto all’emissione tardiva di fattura elettronica, rientrano nell’ottica di un’introduzione graduale della stessa, in modo da facilitare la sua adozione ed evitare eccessivi errori a partire dal 1° gennaio 2019.

Approfondimento: Sanzioni e fatturazione elettronica

4. CARBURANTE

Dopo aver analizzato le caratteristiche generali del funzionamento, della trasmissione e della conservazione delle fatture elettroniche e del sistema digitale di interscambio, esaminiamo le caratteristiche del funzionamento dell’e-fattura rispetto al rifornimento di carburante per poter accedere alla detrazione dell’Iva e alla deduzione delle spese.

Gli obblighi normativi

A seguito del rinvio previsto dal decreto legge 79/2018 del 28/06/2018, dal 1 gennaio 2019 è stato stabilito che per la corretta detrazione dell’IVA e deduzione dei costi relativi ad acquisti di carburante, è necessario che ogni rifornimento sia pagato mediante mezzi elettronici “tracciabili” e che ne sia seguita emissione di fattura (elettronica). Pertanto, nello specifico del mondo degli acquisti di carburante per autotrazione, oltre alla fattura elettronica è necessario anche che il tipo di pagamento con il quale si è pagata la fornitura sia tra quelli accettati dall’Agenzia delle Entrate; che sostanzialmente prevedono l’esclusione del pagamento in contanti.

Risulta ancora possibile che il dipendente di una società proceda a pagare con i propri mezzi il carburante di un’auto aziendale cma in questo caso sia il pagamento del carburante che il rimborso dall’azienda al dipendente, dovranno essere tracciabili, ovvero avvenuti  forma di moneta elettronica.

I sistemi di pagamento tracciabili

Si può decidere di utilizzare una carta di credito, carta di debito, carta prepagata personale oppure attraverso bonifico. Queste prime tre tipologie di pagamento telematico garantiscono la piena tracciabilità dei pagamenti. L’aspetto negativo di usare una carta personale per pagare il rifornimento consiste nel fatto che si renderebbe necessario fornire all’azienda copia del proprio estratto conto nel quale si trovano anche tutti gli altri acquisti effettuati. In ogni caso, per la corretta gestione fiscale di ogni acquisto, si renderà necessario verificare l’estratto conto nel quale si trova traccia dell’avvenuto pagamento e prenderne nota ai fini della successiva correttezza del processo di contabilizzazione.

In alternativa alle carte citate, si può scegliere di servirsi di una carta carburante, anche nota come fuel card. Le carte carburante sono pensate per offrire diversi vantaggi a chi desidera detrarre l’Iva dalla spesa sulla benzina, quali la possibilità di avere una fattura unica per un certo periodo e quella di avere un estratto conto nel quale si trova sia la certificazione dell’avvenuto pagamento in forma tracciabile che il contenuto della spesa a fini fiscali.

Sul mercato ci sono diversi tipi di carte carburante divise in due grandi gruppi:

  • Carte monomarca. Le carte monomarca sono emesse da compagnie petrolifere. Consentono di rifornirsi presso un’unica compagnia di distribuzione di benzina, come Esso, AGIP etc, che in genere non superano il 20% del totale delle pompe di benzina presenti sul territorio (cioè al massimo una su cinque). La carta monomarca offre vantaggi in termini di premi e raccolta punti, ma costringe a scegliere sempre un distributore della compagnia prescelta per fare rifornimento. Ciò da un lato costringe il cliente a doversi preoccupare in anticipo di trovare al momento opportuno sulla propria strada un distributore che sia della compagnia scelta, allo stesso tempo non gli consente di scegliere il distributore che offre i prezzi più vantaggiosi, traducendosi in un costo notevole per il guidatore o per la sua azienda. Le carte monomarca, inoltre, hanno un costo non sempre trascurabile e nel caso le si richieda con addebito in conto corrente a fine del mese, richiedono tempi di attivazione molto lunghi (tra 60 e  90 giorni) e una documentazione consistente da parte del richiedente, come controlli di solvibilità, richiesta del bilancio e la condizione di possedere la partita Iva da almeno un anno.
  • Carte multimarca. Le carte multimarca, come DKV o UTA, sono carte carburante inizialmente pensate per il trasporto pesante, non ti costringono a rifornirti presso un’unica compagnia petrolifera, ma presso i distributori convenzionati che possono essere di compagnie diverse, ma che in ogni caso non superano un quarto di tutti quelli presenti sul suolo nazionale e si trovano principalmente lungo le autostrade. Nel caso il guidatore non dovesse trovare un distributore convenzionato e fosse quindi costretto a rifornirsi presso un altro distributore dovrà  avere a disposizione un ulteriore sistema di pagamento. Le carte multimarca, oltretutto, hanno molto costi superiori a quelle delle carte monomarca perchè generalmente applicano anche una commissione su ciascun rifornimento effettuato.

Queste due scelte non sono però le uniche possibili, c’è una terza alternativa che ti consente di rifornirti ovunque, la carta carburante universale Soldo Drive.

5. Soldo e la fatturazione elettronica

fatturazione elettronica soldoCome anticipato, tra i sistemi di pagamento in regola con la normativa figura la carta di credito prepagata Soldo Drive. Un prodotto facile e rapido da attivare, che può essere utilizzato presso qualsiasi stazione di servizio e che offre il massimo del supporto per l’ottimizzazione del processo di controllo e contabilizzazione delle fatture elettroniche. Ma andiamo con ordine.

Partiamo dalle fatture elettroniche, come è d’aiuto Soldo nel processo di contabilizzazione?

Ogni volta che farai rifornimento di carburante potrai usare la carta Soldo Drive per il pagamento, assicurandoti che le fatture elettroniche vengano fornite a Soldo affinché soldo possa verificare che ci sia una fattura corretta per ciascun rifornimento e possa produrre un unico documento contenente l’elenco di tutte le fatture pagate in moda poterle registrare in contabilità come fossero una fattura sola (inserire link a pagina di soldo).

Con Soldo drive risparmi la fatica di dover verificare che ciascuna fattura sia stata pagata con un mezzo tracciabile e puoi registrare in contabilità un solo movimento iva indipendentemente da quante fatture avrai ricevuto nel mese. Con la sola condizione che ciascuna di esse non sia superiore a 300 euro.

Il presupposto iniziale per una corretta verifica di pagamenti e fatture è che tu abbia sempre chiesto l’emissione della fattura al benzinaio e che ogni fattura sia stata mandata alla piattaforma Soldo.

Ci sono due diversi modi per farlo, ecco quali:

A. Soldo riceve le fatture direttamente

Questa è la soluzione più semplice: ti basta comunicare al benzinaio l’indirizzo telematico PEC di Soldo (fatture@pec.soldo.com) e  le fatture arriveranno direttamente a Soldo che si occuperà di elaborarle. Dovrai fare attenzione a non aver configurato un indirizzo predefinito sul portale dell’Agenzia delle Entrate perché in questo caso le fatture verrebbero recapitate a questo indirizzo invece che a Soldo (nel caso si applicano le indicazioni del punto successivo).

Per quanto riguarda i rifornimenti presso self-service o quando la stazione di rifornimento è chiusa: dal 1° gennaio 2019 le principali stazioni di servizio Self si stanno dotando di un sistema di lettura dell’indirizzo di fatturazione (e/o del QR-code) per consentire un semplice flusso di generazione delle fatture. La maggior parte, comunque ha trovato sistemi che lo consentono anche se talvolta sono un po’ complicati. 

B. L’azienda riceve le fatture e poi le trasmette a Soldo

Nel caso tu abbia ricevuto via pec o direttamente dal tuo intermediario le fatture elettroniche in formato XML, dovrai a tua volta trasmetterle a Soldo perché possa procedere all’elaborazione del documento riepilogativo.

L’invio a Soldo può essere fatto in più modi:

  • Via mail, sia pec che normale
  • Caricando i file sulla web console dedicata

Per la selezione delle fatture corrette da inviare, basterà cercare quelle originariamente destinate a fatture@pec.soldo.com così da andare a colpo sicuro. Contatta il tuo fornitore dei programmi amministrativi per sapere come fare o scrivi a businesssupport@soldo.com.

In tutti i casi, sarà Soldo a curare il processo di riconciliazione tra pagamenti e fatture, e grazie al riepilogo, potrai generare un unico documento per il periodo che sceglierai contenente tutte le fatture elettroniche, che singolarmente non superino i 300 euro. Con questo documento, che sostituisce le singole fatture elettroniche ed ha valore fiscale, potrai poi procedere a contabilizzare tutte le fatture in un unico passaggio invece di dover contabilizzare singolarmente ognuna di esse.

Il documento riepilogativo con valenza fiscale che riceverai da Soldo può poi essere scaricato e conservato dall’azienda.

Carta universale Soldo: caratteristiche generali e vantaggi

Per quanto riguarda la gestione delle tue carte, Soldo Drive ti permette di avere più carte con un unico conto, di assegnare ogni carta ad un dipendente o ad una targa e di stabilire una spesa massima giornaliera, settimanale e mensile personalizzata per ogni carta.

Inoltre l’amministratore potrà accedere al pannello di controllo web delle carte. Attraverso il pannello di controllo è possibile verificare in tempo reale le spese effettuate dalle singole carte e bloccare o sbloccare immediatamente ogni singola carta, in caso di necessità. Rispetto alle altre carte carburante, Soldo Drive è universale, ossia ti permette di fermarti a fare rifornimento in qualsiasi distributore che accetti pagamenti sul circuito Mastercard. In pratica qualsiasi stazione di servizio presente in Italia e all’estero, dato l’obbligo, imposto a partire dal 1° luglio 2018, di pagare in modo telematico. Questo significa libertà e risparmio. Libertà perché non dovrai preoccuparti di cercare un distributore convenzionato, passando del tempo a scandagliare la mappa e a progettare percorsi e dovendo deviare per essere sicuro di trovarne uno sul tuo percorso. Risparmio perché essendo libero di scegliere dove rifornirti sarai anche libero di scegliere il distributore meno caro, compresi i distributori indipendenti, le cosiddette pompe bianche o no logo, che garantiscono un risparmio che può arrivare fino a 13 euro per ogni pieno. In più, Soldo Drive presenta zero commissioni sui pagamenti. Quindi, oltre a darti i servizi di riconciliazione delle fatture e di produzione del documento riepilogativo, la carta Soldo Drive è anche il sistema più economico disponibile.

Il procedimento per richiedere le carte è immediato e può essere completato in ogni sua parte online. Non verranno chieste garanzie particolari, controlli di solvibilità, cauzioni, bilanci degli anni passati o di essere in possesso di partita Iva da almeno un anno. Dopo aver terminato la procedura di richiesta delle carte, potrai versare e entro pochi giorni riceverai le carte e potrai subito iniziare ad utilizzarle. Ci sono diversi modi per depositare dei fondi sul conto Soldo, puoi procedere con un bonifico bancario, che è gratuito, oppure, se sei ditta individuale o libero professionista, puoi pagare in contanti tramite ricarica SisalPay, presso uno dei 40.000 rivenditori presenti in tutta Italia. In questo caso il costo della ricarica è di due euro.

Infine c’è un altro senso in cui Soldo Drive è una carta carburante universale: con essa puoi fare rifornimento di ogni tipologia di carburante, non solo di gasolio e benzina quindi, ma anche di gpl e metano.

6. LINK UTILI

Di seguito alcuni link in cui trovare informazioni che possono risultare utili per approfondire i temi qui trattati.

Fatture elettronica:

Carte carburante:

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