Come ottenere la deducibilità delle spese taxi per i professionisti

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Ai professionisti spesso fuori dalla propria sede di lavoro può capitare di trovarsi a viaggiare in taxi da un posto all’altro. In molti casi infatti questo è il metodo più veloce e agile per percorrere brevi distanze, qualora non si abbia la possibilità di usare un veicolo di proprietà.

Si sale su un taxi, ci si lascia accompagnare comodamente fino a destinazione, magari scambiando piacevolmente due parole con il tassista, poi si paga e si richiede la fattura.

E poi? Come fare per godere delle agevolazioni riservate ai professionisti che incorrono in spese taxi?

Nel seguito dell’articolo vediamo nel dettaglio quanto possono risparmiare i liberi professionisti chiedendo le agevolazioni previste relative alle spese per gli spostamenti in taxi, in quali casi è possibile accedervi, come fare per ottenere le deduzioni previste dalla legge, quali regimi fiscali della partita Iva possano accedervi e quali invece no. 

Trasferte di lavoro e deduzione delle spese

Per prima cosa, è importante ricordare che, per ovvi motivi, per poter accedere alle agevolazioni garantite a norma di Legge sulle spese dei viaggi in taxi queste devono essere effettuate durante le trasferte di lavoro e non nel tempo libero.

Inoltre, il tassista sarà tenuto ad emettere la fattura elettronica se richiesto dal cliente, per cui si limiterà ad annotare i dati fiscali del professionista e in seguito provvederà all’invio tramite SDI.

In alternativa, poiché le spese per i taxi sono deducibili se inerenti al reddito professionale, anche il rilascio del semplice tagliando che riporti il numero di taxi, la data e l’importo pagato può essere sufficiente nella misura in cui il professionista è in grado di provare che si tratta di una spesa inerente allo svolgimento dell’attività professionale. E può provarlo anche tramite il riaddebito analitico in fattura al cliente.

Ovviamente, trattandosi del contesto di agevolazioni fiscali è necessario che la fattura sia intestata a proprio nome. In generale, per poter richiedere di accedere alla deduzione delle spese effettuate durante i viaggi di lavoro è necessario poter dimostrare che questi viaggi siano effettuati per motivi lavorativi.

Esattamente come per i voli in aereo, in treno o con altri mezzi, anche per gli spostamenti in taxi, per quanto riguarda le trasferte di lavoro per i professionisti la deduzione è integrale per le spese di viaggio se effettuate per motivi direttamente legati allo svolgimento delle performance lavorative.

In caso di controllo sarà cura del professionista essere in grado di dimostrare l’attinenza delle spesa dedotta con lo svolgimento della propria professione. 

Inoltre, ai fini delle deduzione è importante tenere a mente che quanto si è detto finora è relativo ai viaggi effettuati oltre i confini del comune in cui si esercita solitamente la professione.

Se non è questo il caso, il libero professionista non avrà la possibilità in nessun caso di godere delle deduzioni di cui abbiamo parlato sopra. 

Come fare per ottenere la deduzione delle spese taxi

Nel caso in cui si goda delle agevolazioni previste infatti, se si subisce un accertamento da parte delle autorità, verrà verificato che l’orario e il giorno in cui la spesa è stata effettuata siano consoni a motivi lavorativi, e similmente verrà richiesto di fornire delle prove che la trasferta sia stata effettuata per lavoro e non per altri scopi. 

Oltre a ciò è necessario conservare la relativa documentazione che attesti la spesa effettuata sulla base della quale è stata richiesta la deduzione delle spese. 

In alcuni casi, previo accordo fra le parti, è possibile che sia il committente a sobbarcarsi le spese di viaggio sostenute dal professionista.

In questo caso, il committente dovrà pagare le spese del professionista e chiedere allo stesso che la fattura della spese del viaggio in taxi sia a nome del committente, sarà lui poi a poter godere della deduzione delle spese.

Rimborso spese del professionista

Viceversa, il professionista non dovrà includere le spese di viaggio nella fattura riguardante la prestazione offerta e non potrà godere delle agevolazioni relative. 

Mentre per quanto riguarda i rimborsi aziendali, essi possono assumere due forme diverse, ovvero: 

Nel caso specifico del rimborso richiesto dal professionista, se le spese di trasferta del professionista sono sostenute dal committente, non vi è alcun documento da preparare da parte di nessuno (il professionista dovrà comunque ricordarsi di far intestare le fatture al committente).

Infatti, il professionista non ha pagato nulla e non deve addebitare alcunché. Il committente invece potrà dedurre le spese sostenute in quanto relative all’incarico conferito.

Al contrario, se le spese sono state sostenute dal professionista si ripropone la casistica che abbiamo visto sopra per il caso del lavoratore aziendale, ovvero: questi potrà ricorrere alla richiesta di rimborso analitica o forfettario. 

In conclusione, per conoscere la deduzione delle spese per il taxi durante i viaggi di lavoro che ti spetta in qualità di libero professionista, dovrai considerare la tipologia di rimborso che richiedi, quale regime fiscale hai scelto per la tua partita Iva, così come la finalità del viaggio.